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Full text of "Bollettini ECN Milano"

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ECN MILANO 

1 2 ottobre 1 992 


Modem 02 2840243 - 24 h/Day 2400 MNP5 
Telefono/Fax 02 26140287 
C/O Centro Sociale Leoncavallo 
Via Leoncavallo, 22-20131 MILANO 

^popllp PnQtala n 1 70^1 

Radio ONDA DIRETTA Fm 1 05.600 Telefono 0337 328455 

Conto Corrente Postale n. 22311203 intestato a 

‘Associazione delle mamme del Leoncavallo per i centri sociali autogestiti 


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WMM 


1 

Barai • 



F i.P MI Leoncavallo 22 A 12.10 1992 




Centro Sociale Leoncavallo 















ecn milana - 12 ottobre 1992 


INDICE DEI CONTENUTI 


SCIOPERO GENERALE! 

1 OSTIAST.TXT (05/10/ 92) 

Studenti medi Ostia dopo il 2 ottobre 

2 RM21005C.ASC (05/10/92) 

Comunicato degli studenti medi dei Virgilio su scontri a Roma 

3 RM21005A.ASC (06/10/92) 

comunicato USI-AIT su scontri Roma 

4 RM21 005B.ASC (06/10/92) 

comun. Coord. Rom. Lav. Osped. su scontri Roma 

5 NA21 003.ASC (06/10/92) 

perquisizioni dopo corteo Roma 

6 RM21005.TXT (06/10/92) 

risposta V. Miliucci a F. Vento 

7 RM21006B.TXT (06/10/92) 

comunicato COBAS SCUOLA su sciopero generale 

8 RM21006C.TXT (06/10/92) 

comunicato CDF ACI INFORMATICA su scontri Roma 

9 PA21 006.TXT (06/10/ 92) 

comunicato studenti Lettere di Palermo 

10 RM21007.TXT (07/10/92) 

comunicato lav. autor, e lav. SIP 

11 FI281092.DOC (08/10/92) 

documento delegati F.S di firenze 

12 PA21008.ASC (08/10/92) 

corteo cittadino il 13 ottobre 

13 INF00004.TXT (09/10/92) 

comunicato dell'A.C.A.M. su manif.10/10 


ecn milano - 12 ottobre 1992 








ecn milano - 12 ottobre 1992 


14 SINAUTO.TXT (10/10/92) 

Comunicato Comitato intercategoriale lavoratori autorganizzati 

15 TS921008.TXT (10/10/92) 

Com, dei compagni di Trieste per rete ECN 

16 BO21010.DOC (10/10/92) 

bologna ass.sciop. del 12 

17 MI21009.TXT (11/10/92) 

Testo volantino per sciopero generale 


REPRESSIONE 


18 RM21007D.TXT (07/10/92) 

comunicato FAI su arresti anarchici 

19 RM21007E.TXT (07/10/92) 

solidarietà' con i compagni processati a FI 

20 MASSACAR.ARR (08/10/ 92) 

solidarietà' della litotipografia di carrara 

21 RM21008A.ASC (08/10/92) 

trasferimaento compagni detenuti 

22 PD921008.TXT (10/10/92) 

Radio Evasione su pestaggio detenuto 

23 RM21010.TXT (10/10/92) 

Su arresto compagni anarchici 


INTERNAZIONALISMO 

24 JAPAN.TXT (11/10/92) 

Giappone: rivolta dei dayly workers 

25 RM21007A.TXT (07/10/92) 

campagna per la liberazione dei 5 di Beechmount 

26 RM21007B.TXT (07/10/92) 

notizie dal comit. solidarietà' Perù' 

27 RM21007C.TXT (07/10/92) 

salvare la vita di Guzman 


ecn milano - 12 ottobre 1992 






ecn milano - 12 ottobre 1992 


NUOVA DESTRA 


28 RONDE.TXT (07/10/92) 

Contro le "ronde tricolori" 

29 NEWRIGHT.DOC (07/10/92) 

contributo x Onetwork bo 


CONTRO COLOMBIANE 


30 GE921006.TXT (06/10/92) 

Convocazione manif. 10-1 1/10/92 su controcolombiane 

31 IM061092.ASC (07/10/92) 

convocazione manifestazione 11-12 genova 

32 MEDICOLO.MBO (08/10/92) 

Appello medi Imperia contro colombiane 

33 RM21008B.TXT (08/10/92) 

lettera aperta a Carrara da Senza confine 

CENTRI SOCIALI & COMUNICAZIONE 


34 MI21006.TXT (07/10/92) 

Leonka Tornano le ruspe della proprietà' 

35 SE071092.TXT (07/10/92) 

Ultime novità' sulla causa di Sintesi Seregno 

36 VIRILIO.DOC (08/10/92) 

Condensazione di "Lo spazio critico" 

37 RKCTRANS.DOC (10/10/92) 

transmaniacon ris.strat.2 

38 KALENDAR.TXT (11/10/92) 

Programmazione musicale Leo 


DALL'ESTERO (IN LINGUA INGLESE) 


39 GE921004.ZIP (11/10/92) 

News from OMEGA Berlin (in inglese) 

40 GE920920.ZIP (11/10/92) 

News from OMEGA Berlin (in inglese) 


ecn milano - 12 ottobre 1992 






1 File : OSTIAST.TXT 


2 File ; RM21005C.ASC 


COSI' FORTI COI DEBOLI... DEBOLI COI FORTI 

3 violentissime cariche della polizia, centinaia di 
studenti feriti. 

Dopo una mattinata di follia, di violenza, di paura, 
di manganellate ingiustificate, tra gli stu- 
denti, mentre cresce la rabbia, resta una sola do- 
manda: 

PERCHE'? 

Ma questa volta non è necessario cercare spiega- 
zioni leggendo ciò che i "Becchini coi pennini" 
hanno scritto sui loro giornali; nessun fantomatico 
provocatore autonomo, nessun terrorista 

CHI C'ERA HA VISTO, CHI NON C'ERA TACCIA! 

La polizia ha colpito gli studenti, davanti gli occhi 
degli uomini della CGIL che, secondo quanto 
aveva precedentemente confessato un sindacali- 
sta "PENTITO", avevano premeditatamente di- 
sposto, in accordo con le cosiddette "forze 
dell'ordine", le violente cariche di Via Merulana. 

La polizia ha colpito ragazzi di 14-15 anni senza 
remore, CHI C'ERA HA VISTO, ha colpito la voglia 
di contestare non solo una scuola sempre meno a 
misura di studente ma una società dove a pagare 
sono sempre i più deboli. 

Venerdì 2 ottobre nelle strade di Roma abbiamo 
visto il vero volto di chi ci governa, terrorista e 
provocatore è lo stato, perchè usa manganelli, la- 
crimogeni e proiettili, terroristi sono i sindacati che 
osservano in silenzio gli studenti che vengono pe- 
stati e applaudono quando passano i cellulari pieni 
di ragazzi. 

Ma questa volta noi non subiremo in silenzio, non 
sarà la polizia o i sindacati a fermare la nostra vo- 
glia di cambiare, non staremo zitti perchè sap- 
piamo che il silenzio è complice! 

SABATO 10 OTTOBRE ORE 17 ASSEMBLEA 
DEGLI STUDENTI PER DISCUTERE E 
ORGANIZZARE LA NOSTRA RABBIA presso il 
Centro Sociale "Spaziokamino" Via Calenzana n.7 
Ostia bus 06/07 

ORE 21 FESTA-CONCERTO CON "BLOW JOBS" 

Coord. Studenti Medi Ostia 


COMUNICATO DEGLI STUDENTI DEL VIRGILIO 

Gli studenti del Virgilio riuniti in assemblea lunedi' 
5/10/92 hanno deciso I' autogestione per prote- 
stare contro la brutale aggressione subita dagli 
studenti da parte di polizia e sindacati e contro il 
governo Amato e la manovra economica da 93.000 
miliardi inivitiamo le altre scuole di Roma a mobili- 
tarsi. 

Studenti Del Virgilio 


3 File : RM21005A. ASC 


COMUNICATO DELL' U.S.I. - A.I.T. 

UNIONE SINDACALE ITALIANA federata all'AlT 

Comitato Esecutivo Nazionale e Segreteria 
Generale 

Alla stampa e alle tutte le strutture di base. 

In relazione ai gravissimi fatti del 2 ottobre a Roma, 
L'USI denuncia I' attacco premeditato e vile da 
parte del servizio d' ordine sindacale e della polizia 
ai danni di lavoratori colpevoli solo di non essere in 
linea con le direttive confederali e non asserviti ai 
diktat del capitale nostrano ed europeo. 

Ribadisce che la responsabilità' dei drammatici 
scontri nei quali sono stati coinvolti centinaia di 
manifestanti e' da attribuirsi per intero alle forze di 
polizia ai gorilla prezzolati del sindacato che hanno 
aggredito a freddo e senza giustificazione il corteo 
che sfilava in modo pacifico. 

Respinge le dichiarazioni del questore Parisi test a 
riesumare viete teorie sulla strategia della ten- 
sione. 

Riafferma che il comportamento delle cosiddette 
forze dell' ordine e dei mercenari sindacali e' fun- 
zionale alla svolta autoritaria in atto nel nostro 
paese che prevede, oltre ai tagli ai servizi, al 
blocco dei contratti, all' aumento della disoccupa- 
zione, alla distruzione dello stato sociale, la chiu- 
sura di ogni spazio di contestazione. Come negli 
anni settanta questo percorso passa attraverso la 
programmazione di incidenti costruiti ad hoc per 
scatenare la repressione. 

Esprime la propria solidarietà' ai lavoratori, agli 
studenti ed ai disoccupati vittime della violenza 
sindacal-poliziesca e condanna il comportamento 
irresponsabile dei vertici sindacali che hanno re- 
spinto ogni riapertura verso i cobas ed i lavoratori, 
facendo pagare alla citta' un prezzo altissimo pur di 


1 






garantirsi un comizio "indisturbato". Rivolge un 
pressante appello a tutti i lavoratori ancora iscritti ai 
sindacati confederali, affinché' sommergano con 
una valanga di disdette delle tessere gli autori di 
una politica sindacale contraria agli interessi della 
classe lavoratrice. 

LA LOTTA DI CLASSE NON SI FERMA ! 


U.S.I. 


4 File : RM21005B.ASC 


Roma 5.10.92 

L'OPPOSIZIONE IN PIAZZA ...IL SINDACATO 
CON LA POLIZIA!!!! 

Il 2 ottobre senza piu' neanche mascherarsi , il 
sindacato ha esplicitato il suo livore antioperaio , 
già' manifestato nella stipula di accordi infami, 
contro i lavoratori, " concertando " l'intervento del 
suo “ servizio d'ordine " con le infami cariche della 
celere . 

Decine di lavoratori con la testa rotta, forse per 
costoro dovevano rappresentare un monito per chi 
intende ribellarsi alla dittatura sindacale, e autor- 
ganizzarsi sul posto di lavoro!! 

Dobbiamo rispondere a questa provocazione: 

- superando le attuali divisioni tra le realta' au- 
torganizzate ! 

- organizzando iniziative di lotte e di agitazione di 
lotta e di agi tazione in tutti i posti di lavoro, contro 
la manovra finanziaria e gli infami accordi sindacali 
del 31 luglio!! 

- lavorando unitariamente , con tutti i lavoratori 
con o senza tessera per lo SCIOPERO 
GENERALE NAZIONALE!!!! 

Come lavoratori della sanità' ribadiamo il nostro 
impegno per impedire l'attuazione di misure anti- 
proletarie , per ribadire la necessita' di servizi sa- 
nitari pubblici ed efficienti. 

Lavoriamo per la costruzione di una grossa realta' 
autorganizzata nazionale nella sanità', che ribalti la 
logica della privatizzazione della salute. 

LIBERTA' PER I LAVORATORI ARRESTATI 
NELLA MANIFESTAZIONE DEL 2.10.92!! 
CACCIAMO I " BONZI" SINDACALI DAL POSTO 
DI LAVORO!!!!! 

AUTORGANIZZIAMOCI PER RILANCIARE UNA 
NUOVA STAGIONE DI LOTTE 
LA PAROLA Al LAVORATORI !!!! 

Coord. romano lavoratori ospedalieri. 


5 File : NA21003.ASC 


PERQUISIZIONI DOPO LA MANIFESTAZIONE 
DEL 2.1 0.92 A ROMA 

Questa mattina a Napoli sono state perquisite le 
abitazioni dei 4 compagni di Napoli ed Acerra fer- 
mati dalla polizia durante la manifestazione del 2 
ottobre a Roma. 

Napoli 3 ottobre 1992 

Compagni di Napoli 


6 File : RM21005.TXT 


RISPOSTA A VENTO 

Mentre ero in filo diretto con gli ascoltatori di Radio 
Onda Rossa sulla manifestazione del 2.10.1992 e 
sugli scontri attribuiti agli "Autonomi" alcuni ascol- 
tatori mi comunicarono di aver visto al TG3-Lazio 
un'intervista a tal Vento, segr. reg. CGIL che a 
proposito dei pestaggi della polizia e del servizio 
d'ordine sindacale li giustificava in forma preven- 
tiva in quanto "Era a conoscenza di un piano pre- 
ordinato dagli Autonomi, deciso nelle assemblee 
all'Università' e in altre sedi, teso a scatenare la 
guerriglia urbana a suon di molotov e pistolettate 
fino a farci scappare il morto". 

Prowedero' insieme a Pifano e agli altri citati 
nell'intervista a denunciare Vento per tutte le ma- 
lefatte e le falsità' propagate, cosi' da sputtanare 
definitivamente il sindacato e rendere pulita la ve- 
rità' che testimonia che gli aggrediti sono stati gli 
"Autonomi" di cui ben 67 sono stati medicati e ri- 
coverati negli ospedali per gravi ferite . Non c'e 1 
bisogno di far piani occulti, di molotov e pistole, per 
togliere la parola ai sindacalisti venduti: lo hanno 
fatto milioni di lavoratori e proletari in tutte le piazze 
d'Italia. Le nostre assemblee sono aperte, lo 
sciopero del 2.10.1992 e' stato voluto e costruito 
con l'impegno e con la sfida verso lo sciopero ge- 
nerale nazionale. 

Piuttosto per l'intera settimana che ha preceduto lo 
sciopero si sono svolte riunioni segrete tra vertici 
sindacali e questura; sono stati strutturati migliaia 
di sindacalisti in servizio d'ordine con l'uso auto- 
rizzato dai funzionari di polizia di armi improprie , 
(enormi bastoni, spranghe di ferro, sassi) infine il 
dispositivo di corte tale da impedire agli "Autonomi" 
di sfilare e di giungere a piazza San Giovanni . 
Abbiamo centinaia di foto che denunciano i pe- 
staggi subiti, decine di sindacalisti che possono 


2 






testimoniare di quelle riunioni e deila decisione di 
caricare comunque gli "Autonomi". 

Il “Piano" era stato preordinato di tutto punto e in 
qualche modo mi e' stato anche annunciato dal 
capo della Digos Fulvi, che mi ha fatto sequestrare 
sul lavoro il giorno prima dello sciopero per diffi- 
darmi da un comportamento "non consono" con le 
direttive sindacali, perché sarebbero stati duri e 
spietati. 

Roma 3. 10. '92 
Millucci Vincenzo 


7 File ; RM21006B.TXT 


I COBAS DELLA SCUOLA CONTINUANO A 
LAVORARE PER LO SCIOPERO GENERALE. 

I confederali non hanno indetto, con buona pace 
de "il Manifesto", lo sciopero generale reclamato a 
gran voce da milioni di lavoratori: solo quattro ore 
di sciopero, nessuna manifestazione nazionale, 
esclusione di milioni di lavoratori dei servizi e del 
Pubblico Impiego, con la ridicola motivazione di 
avere scoperto, fissata la data, che c'erano solo 9 
dei 10 giorni di preavviso stabiliti dalla " 146 ". 
Evidentemente, i bonzi confederali devono aver 
saputo dal buon Dio che si poteva scioperare solo 
il 13 , e non anche il 14 o il 15.... Ma i sindacati non 
hanno spostato al 1 3 Io sciopero dei trasporti che, 
a leggere la " 146 " avrebbero dovuto reindire con 
un nuovo preavviso? E si sono forse preoccupati 
del preavviso, quando hanno indetto con soli 3 
giorni di preavviso lo sciopero regionale toscano ( 
quello dei bulloni a Trentin ), che riguardava anche 
il Pubblico Impiego e la scuola? Ma, si sa, i con- 
federali fanno le leggi e le interpretano a modo loro 
e tutti gli tengono bordone. 

Si e' forse saputo di qualche magistrato che ha 
detto qualcosa sui caschi e bastoni di cui il 2 erano 
armati i confederali, mentre c'e' una legge, la 
Legge Reale, che lo vieta? 

I Cobas ritengono che le esclusioni dallo sciopero 
del 13 significhino: 

1) che il sindacato ha paura dei lavoratori del 
Pubblico Impiego 

2) perche' nella stragrande maggioranza sono 
contro le scelte scellerate dei confederali ( chec- 
che' ritenga l'ameno D'Antoni ); 

3) che il sindacato e' d'accordo con i provvedimenti 
di Amato contro il Pubblico Impiego 

4) che il sindacato vuole solo emendamenti alla 
strategia governativa che salva le rendite, i redditi 
sproporzionati al lavoro, l'evasione fiscale , il pro- 
fitto e il lavoro autonomo ( commercianti, artigiani, 


e liberi professionisti ), colpendo invece il lavoro 
dipendente e, in particolare, i lavoratori del 
Pubblico Impiego e dei servizi. 

I Cobas parteciperanno all'Assemblea 
Intercategoriale di Roma del 10 ottobre preparato- 
ria allo sciopero generale di fine mese, portando 
avanti una decisa linea di lotta per far pagare al 
terzo privilegiato della società' i costi della crisi che 
Amato vuol fare ricadere sugli altri 2/3, i lavoratori 
dipendenti, i disoccupati, gli emarginati, i giovani. 

COBAS COMITATI DI BASE DELLA SCUOLA. 


8 File : RM21006C.TXT 


Comunicato Del Consiglio Di Fabbrica Dell' Aci 
Informatica 

ABBIAMO VISTO... 

Abbiamo visto la piazza ed il corteo militarizzati da 
polizia in assetto da guerra e dal servizio d' ordine 
( L.50.000 a prestazione) delle 00. ss armato di 
manici di piccone. 

Abbiamo visto il palco a S. Giovanni, lontanissimo 
dai lavoratori, nascosto da striscioni ,di plastica e 
protetto da un enorme zona transennata presidiata 
da polizia e servizio d' ordine, 

Abbiamo visto giovani studenti, durante il corteo, 
accerchiati da polizia e servizio d' ordine, caricati e 
malmenati gratuitamente. 

Abbiamo visto uomini e donne lanciare slogan e 
raccogliere bastonate e manganellate. 

Abbiamo visto la polizia in borghese assalire sin- 
goli manifestanti, colpendoli alla spalle e carican- 
doli a forza sui cellulari. 

Abbiamo visto i lavoratori in piazza, soffocati dal 
fumo dei lacrimogeni, colpiti dalla polizia in carica, 
criminalizzati dai dirigenti sindacali. 

Abbiamo visto la polizia sequestrare apparecchi 
fotografici per distruggerne il rullino. 

Abbiamo sentito i dirigenti sindacali complimentarsi 
con le forze dell' ordine. 

Abbiamo sentito i capo delle forze dell' ordine 
complimentarsi con il servizio d' ordine sindacale. 

A parte le considerazioni sugli scontri e sulle rico- 
struzioni menzognere della maggior parte dei mass 
media ( quest'ultime verranno analizzate in un 
prossimo dossier controinformativo fatto da quelli 
che c'erano ), bisogna un attimo fermarsi a ragio- 
nare sui perche'. 

Passati i primi momenti di rabbia risulta a noi 
chiaro come sia cercata e costruita la strategia, da 
parte del sindacato di stato, che tende a ridurre un 
movimento di protesta e di lotta, come quello 
espresso in queste ultime settimane in tutte le 


3 





piazze italiane, in un problema di ordine pubblico, 
fomentati dai soliti "200 autonomi" che, addirittura, 
potrà' sfociare in nuovo terrorismo. 

E' lampante questo tentativo, e dimostra la po- 
chezza e I' infamia di certi burocrati sindacali oggi 
impauriti per la perdita della lor poltrona. 

E' talmente lampante questa volta, pero 1 , i lavora- 
tori italiani non si fanno fregare, dopo essersi fatti 
bastonare. 

Essi ormai hanno visto, come noi abbiamo visto, 
un "sindacato di stato" che non difende i lavoratori, 
ma che si difende da essi con le transenne, i ba- 
stoni e la polizia. Essi hanno visto quindi, e devono 
continuare a costruire questo movimento, dandosi 
come prima scadenza lo Sciopero Generale 
Nazionale, imporlo al sindacato e sara' necessario 
costruirlo da soli. 

IL CDF DI ACI INFORMATICA 

Roma 6/10/1992 

N.B. Per sciopero generale nazionale non inten- 
diamo chiaramente quello (finto e di facciata) pro- 
clamato ieri da CGIL, CISL e UIL, che e' di 4 ore 
con I' esclusione di meta' dei lavoratori italiani e 
senza una manifestazione nazionale. 


9 File : PA21 006.TXT 


COMUNICATO STAMPA 

Palermo 6/10/1992 

L' assemblea degli studenti della facolta' di lettere 
e filosofìa di Palermo esprime piena solidarietà, 
con gli studenti medi romani in lotta contro la sel- 
vaggia repressione poliziesca che ha trasformato 
in un campo di battaglia lo sciopero di venerdì' 2 
ottobre, e indice per giovedì 1 8 ottobre ore 9.30 nell 1 
aula magna di Lettere, un 1 assemblea cittadina con 
gli studenti medi per il diritto alla studio, contro la 
manovra finanziaria e per lo sciopero generale. Si 
comunica inoltre che la segreteria autogestita di 
Lettere ha stampato un notiziario di collegamento 
tra le diverse realta' in lotta contro il Governo 
Amato. 

Invitiamo studenti, cobas, strutture di base, disoc- 
cupati a mettersi in contatto con noi chiamando il 
numero di tei 091/590201 ( box 1, studenti di 
Lettere ). 

L' ASSEMBLEA DI LETTERE 


10 File; RM21007.TXT 


Roma 6/10/92 

A MANI NUDE E SENZA POLIZIA, PURCHÉ' 
PARLINO I LAVORATORI!! 

I milioni di persone che hanno manifestato in tutta 
Italia, in questi giorni, non meritavano l'insulto di 
P.zza S. Giovanni a Roma il 2 Ottobre. Cortei 
blindati, cariche e pestaggi da parte di polizia e 
servizio d'ordine sindacale, una piazza ed un palco 
lontani mille miglia dalla coscienza dei lavoratori. 

Ha prevalso la paura. Paura di una piazza che e' si 
contro il governo Amato, ma che contesta anche 
aspramente il sindacato il quale ha ormai colmato 
la misura della tollerabilità' dei lavoratori. 

Oggi a scomparire non sono solo gli ultimi pezzi 
dello stato sociale ma soprattutto quel patto sociale 
che il sindacato ha rotto firmando l'accordo del 31 
luglio. 

Chi, dentro al sindacato non ha voluto accettare 
questo, ha militarizzato la piazza, ha evocato lo 
spettro terrorista, ha puntato l'indice sugli autonomi 
chiamati in causa per la prima volta da Bruno 
Trentin dopo la manifestazione di Firenze. 

Ebbene dal 22 Settembre al 2 Ottobre sono pas- 
sati appena 10 giorni, che se non hanno sconvolto 
il mondo hanno certamente scompaginato i piani di 
destrutturazione sociale di governo e 

Confindustria, riproponendo quella conflittualità' di 
classe che solo tre anni fa il nascente PDS aveva 
inopinatamente rimosso e che oggi il sindacato e' 
costretto a subire. 

"DEVONO PARLARE I LAVORATORI" dicono le 
piazze. Parlare per esprimersi non solo per fi- 
schiare. Parlare e partecipare a mani nude MA 
SENZA RECINTI E POLIZIOTTI, per restituire al 
conflitto sociale un atto di piena liberta' 
d'espressione secondo i canoni di una dialettica 
interna la cui asprezza dei toni sarebbe ipocrita 
negare. 

Due sole cose ci preme sottolineare: non inten- 
diamo subire alibi di comodo per rinnovate teorie 
del complotto perche' la nostra critica al sindacato 
E' FRANCA E PALESE tantomeno sottovalutare la 
necessita' di difendere il nascente movimento dalle 
mai sopite tentazioni stragiste di questo stato. 

Su questi temi i LAVORATORI AUTORGANIZZATI 
DI ROMA (Autonomi compresi) stanno costruendo 
un dibattito pubblico in cui verranno invitate tutte le 
realta' di base dei lavoratori, dei quartieri, delle va- 
rie componenti del sindacato e delle opposizioni 
istituzionali. 

LAVORATORI AUTORGANIZZATI DI ROMA / 
COORDINAMENTO LAVORATORI 
AUTORGANIZZATI SIP 


4 





11 File: FI281092.DOC 


12 File : PA21008.ASC 


Riceviamo E Volentieri Pubblichiamo DAL 
CONSIGLIO DEI DELEGATI DELLA STAZIONE 
DI CAMPO DI MARTE 

La montagna ha partorito il topolino. 

Dopo settimane di mobilitazione operaia e popo- 
lare, i confederali hanno indetto per il 1 3 di ottobre 
una "apparenza" di sciopero generale (4 ore, ser- 
vizi e pubblico impiego esclusi, e cosi' via). 

Dalla contestazione a Trentin ( a proposito signori 
sindacalisti conoscitori del mondo operaio, quelli 
erano "dadi" non bulloni ) alla vergogna di Roma, 
alla vergogna di Roma, quello che e' successo non 
ha precedenti nella storia politico-sindacale ita- 
liana. 

A Roma, il 2 ottobre, sessanta feriti e 100 fermati ( 
stime ufficiali, quindi approssimate per difetto ) 
durante la manifestazione dei pubblico impiego e 
dei lavoratori del Lazio. 

Il servizio d'ordine sindacale ( 10.000 con il casco 
bianco, piddiessini emiliani ) occupa militarmente 
Piazza San Giovanni, dove un malcapitato Larizza 
( UIL, Il Benvenuto degli anni '90, povera Italia al 
peggio non c'e' mai fine ! ) parla per pochi minuti a 
loro, e solo a loro perche' tra il palco e le prime 
transenne ci sono piu' di 100 metri, la polizia carica 
i lavoratori "indipendenti" che volevano, evidente- 
mente, esprimere il loro dissenso non ammesso, 
prendendo a pretesto i "soliti autonomi": Cosi' 
vengono colpiti tutti, operai, studenti, impiegati, in- 
disriminatamente. 

IL SERVIZIO D'ORDINE SINDACALE APPLAUDE. 
Le cariche proseguono a piu' riprese durante il 
corteo: alla fine Parisi, l'uomo che doveva proteg- 
gere Falcone e liberare il piccolo Farouk, ringra- 
zierà' il sindacato per aver collaborato con la poli- 
zia. 

Prima del 2 ottobre in ogni piazza italiana, dove 
hanno avuto la faccia tosta di presentarsi, i sinda- 
cati sono stati contestati per la loro politica di 
compatibilita' con le scelte del governo Amato e 
della Confindustria (accordo del 31 luglio): hanno 
fatto orecchi da mercante alla voce operaia, con- 
tinuando ad arrogarsi il diritto di rappresentatività' 
che non hanno piu'. Una volta il sindacato ( non 
tutti, CISL e UIL erano dalla parte opposta ) di- 
fendeva i diritti dei lavoratori. Ora si difende dai 
lavoratori con i sistemi e gli strumenti del potere 
capitalista a cui e' associato da anni. 

E' ORA CHE SI LEVI DAI COGLIONI, 
ALTRIMENTI CI SARA' CHI CI PENSERÀ'.... 

Firenze, 6 ottobre 1992 

Il consiglio dei delegati della stazione di 
Firenze Campo di Marte 


Paiermo, 8. 10.92 

Studenti e lavoratori contro il governo. 

Gli studenti e i lavoratori partecipanti all'assemblea 
cittadi na tenutasi oggi alla facolta' di Lettere ade- 
riscono all'ini ziativa indetta dagli studenti medi ro- 
mani, decidendo di fare un corteo cittadino il 13 
Ottobre, autoconvocato, contro la manovra eco- 
nomica del governo Amato. 

Coord. studenti medi palermitani. 


13 File : INF00004.TXT 


Comunicato Di Agenzia 
ALL'ATTENZIONE DELLA REDAZIONE 

Mercoledì 7 ottobre si e' svolta, presso il CIPEC di 
via Festa del Perdono, una riunione alla quale 
hanno partecipato studenti e lavoratori apparte- 
nenti a diverse realta' di base. E' stata discusa la 
proposta avanzata da alcuni delegati dei COBAS, 
della FIM e FIOM dell'Alfa di Arese, di tenere per la 
mattina di sabato 10 una manifestazione assem- 
blea contro la manovra economica del governo 
Amato. La manifestazione si svolgerà' con i se- 
guenti obiettivi: il ripristino della scala mobile e 
della contrattazione; l'autorganizzazione di base 
fuori e dentro i luoghi di lavoro; il ritiro della mano- 
vra Amato. La manifestazione si propone altresi 1 di 
affermare l'esistenza di un'opposizione di massa 
alla politica del governo non riducibile alle opera- 
zioni del sindacato, che se da una parte si vede 
costretto dalla pressione di base a indire lo scio- 
pero generale, dall'altra tenta di stravolgerne il 
senso e depotenziarne l'impatto attraverso la limi- 
tazione delle parole d'ordinee le modalità' di svol- 
gimento. 

Alla manifestazione hanno aderito diversi comitati 
di lotta di fabbrica e collettivi studenteschi. 

Il concentramento e' previsto alle 9.30 in largo 
Cairoli. Hanno dichiarato la loro adesione alla 
manifestazione anche Dario Fo, Ivan della Mea e 
Paolo Rossi; gli ultimi due hanno garantitoun loro 
intervento. 

infine oggi, giovedì' 8 alle ore 15.30, all'università' 
Statale in via Festa del Perdono al 7, si terra' una 
riunione di studenti medi indetta dal 
Coordinamento Studenti in Lotta, che fra le altre 
cose discuterà' di un'eventuale adesione alla ma- 
nifestazione di Sabato 10. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 
MILANO / c/o Info/Shop via dei Transiti 28 Milano. 
02/26141218 


5 






14 File : SINAUTO.TXT 


L'illusione e durata pochi mesi: l'Italia 4 o 5 po- 
tenza mondiale che partecipava (sia pur a ranghi 
ridotti) alla "vittoriosa guerra del Golfo" è oggi un 
paese in preda al panico, nel mirino della specula- 
zione nazionale ed internazionale e sul baratro di 
una recessione economica disastrosa. 

Certo siamo in buona conmpagnia: la crisi non è 
solo italiana e nemmeno solo europea; qualcuno 
sussurra che il crollo dell' Est abbia accelerato 
un'analoga situazione per il capitalismo mondiale 
bloccato da una sovrapposizione di merci e da un 
inceppamento dei meccanismo del mercato. 

Dal dopoguerra ad oggi la situazione italiana vede 
il monopolio pressoché' assoluto del potere di una 
classe politica che ha alimentato un capitalismo 
debole ed assistito, con cospiqui finanziamenti alle 
imprese, impedendo inoltre un equilibrato sviluppo 
fra nord e sud del Paese. 

E' da questa frattura tra nord e sud che si alimenta 
l'illusione di una possibile uscita dalla crisi spac- 
cando politicamente ed economicamente il Paese 
a meta, approfittando della disgregazione di questo 
regime. 

La manovra di Amato, oltre che pesantemente 
iniqua e inefficace perche' non mette in discus- 
sione il modello ed i privilegi che hanno determi- 
nato l'attuale irreversibile crisi. 

La demagogica azione del sindacato, che propone 
modifiche sugli aspetti piu odiosi dei provvedimenti 
governativi ma sostiene lo stesso governo dopo 
aver firmato il 31 luglio la fine della scala-mobile e 
della contrattazione aziendale, si limita a degli 
scioperi fasulli come quello indetto per il 13 ottobre. 
E lecito supporre che i provvedimenti al governo 
Amato saranno definitivamente approvati con il 
sostegno dei partiti del Governo e dell'opposizione 
(salvo quella annunciata di Rifondazione 
Comunista). 

Nel frattempo e successo pero qualcosa di qualita- 
tivamente nuovo: nei cortei e nelle piaze del paese 
in lotta contro il Governo Amato, si è consumata 
una frattura profonda fra i vari lavoratori e il sin- 
dacato. 

Una contestazione aperta, ragionata e di massa, 
Dietro il plebiscito odierno contro CGIL, CISL e UIL 
non ci sono autonomi, leghisti o agenti provocatori, 
ma anni di lento accumulo di esperienzadi lotta 
autogestita, poco importa se promosse da "Essere 
Sindacato", dai Cobas dell'Alfa o della scuola, dagli 
autoconvocati CGIL o dalle Confederazioni unitarie 
di base di Tiboni. Un lungo lavoro sotteraneo ed 
ingrato di ricostruzione della possibilità' di un punto 
di vista del mondo del lavoro diverso da quello 
confederale, spiega gli eventi di questi giorni. 


Un saper fare da soli, una pratica per quanto in- 
certa e provvisoria di autorganizzazione, e ormai 
patrimonio di migliaia di lavoratori. 

Anche in Trentino limitate ma significative espe- 
rienze ed presenze di autorganizzazione sono 
presenti fin dai tempi degli autoconvocati del 1 984 
in difesa della scala-mobile. 

I Cobas della scuola, il Collettivo della Manifattura 
Tabacchi di Rovereto, nuclei di lavoratori consi- 
stenti all' Ati Carta, nel settore del porfido in vai di 
Cembra centinaia di quadri, magari fino a ieri mili- 
tanti di base del sindacato confederale stanno 
riorganizzando le fila di un movimento di lotta 
squisitamente di classe. 

L'obbiettivo di primario e sconfiggere la manovra 
economica dei governo Amato cosi e come negli 
interessi della maggioranza sociale del paese, 
consapevoli che solo un forte movimento poloico e 
di classe potrà bloccare le pericolose tendenze 
disgregatrici alimentate dalle Leghe. 
Contestualmente e impellente una battaglia per 
ricostruire la democrazia e la capacita di espres- 
sione autonoma della classe a partire dai luoghi di 
lavoro. 

Le asseblee come uniche sedi decisionali, 
l'elezione diretta di propri rappresentanti, la co- 
struzione di organismi decisionali unitari espressi 
da tutti i lavoratori ed articolati sul territorio nazio- 
nale sono obbiettivi praticabili da subito in tutti i 
luoghi di lavoro. 

COMITATO INTERCATEGORIALE 
DEI LAVORATORI AUTORGANIZZATI 
DEL TRENTINO 


15 File : TS921008.TXT 


COMUNICATO DEI COMPAGNI DI TRIESTE PER 
LA RETE ECN 

Sabato 3 ottobre, precedentemente ad una mani- 
festazione indetta a Trieste da Rifondazione co- 
munista, il senatore Libertini concede una serie di 
interviste a varie testae giornalistiche. Il giorno 
seguente il quotidiano locale "Il Piccolo" riporta 
questa dichiarazione di Libertini inserita all'interno 
di una valutazione sulle manifestazioni di queste 
settimane e in particoalre su quella svoltasi a 
Roma il 2 ottobre: "Rifondazione comunista conte- 
sta i vertici sindacali ma rifiuta sempre la violenza. 
Gli autonomi sono stati spesso in contatto con i 
servizi segreti." 

Tale affermazione segue di pochi giorni lo sciopero 
generale regionale al quale migliaia di lavoratori 
hanno partecipato attivamente non solo contro la 


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politica di governo e padronato, ma anche con po- 
sizioni molto critiche nei confronti del sindacato 
confederale a quella stessa politica svenduto e 
asservito. 

In quella occasione il comizio dei dirigenti sindacali 
non veniva portato a termine in quanto la piazza - 
militanti di rifondazione compresi - si scagliava 
contro gli stessi sindacalisti al grido di "venduti" e 
con il lancio di oggetti. 


16 File : BO21010.DOC 


AI LAVO R ATRI AI DISOCCUPATI Al PRECARI 
ALLE DONNE Al GIOVANI AGLI STUDENTI Al 
PENSIONATI 

ATUTTI 

Di fronte alla giusta rabbia della gente per la ma- 
novra economica del governo, per la svalutazione 
della moneta voluta dal capitalismo industriale e 
finanziario, per il venire alla luce del sistema ma- 
fioso di corruzione che ha garantito il potere negli 
ultimi decenni; di fronte a tutto questo i sindacati 
confederali non trovano di meglio che prenderci 
ancora in giro. La non convocazione dello sciopero 
generale nazionale di martedì 13 ottobre 1992 
cerca di ingabbiare e esaurire la mobilitazione che 
si e' espressa nelle piazze nell'ultimo mese, tende 
a eludere la forte indicazione per forme ed obiettivi 
di lotta oggi irrinunciabili: 

SCIOPERO GENERALE CONTRO IL GOVERNO 
DISDETTA DELL'ACCORDO DEL 31 LUGLIO 
RIPRESA DELLA CONTRATTAZIONE 
AZIENDALE E DI CATEGORIA NEL SETTORE 
PRIVATO E NEL PUBBLICO IMPIEGO 
REALE BATTAGLIA PER UN REDDITO SOCIALE 
GARANTITO A TUTTI 

Intanto un nuovo movimento antagonista va 
prendendo forza: nell'autorganizzazione dei 

Cobas, nella ripresa dei movimenti studenteschi, 
nella rabbiosa e determinata protesta dei lavora- 
tori. A queste realta' di autorganizzazione e di 
proposta la burocrazia sindacale risponde con i 
prezzolati "caschi gialli". Oggi assistiamo alla di- 
sdetta della scala mobile, a mobilita' e licenzia- 
menti, ad attacchi continui al salario e alle condi- 
zioni di vita, ad una diffusione di lavoro precario 
senza alcuna garanzia. 

IL NOSTRO NO E' FORTE E CHIARO! 

Vorremmo sentire anche quello delle altre com- 
ponenti dell'opposizione sociale: dai comunisti, agli 


ecologisti, dai lavoratori, agli occupanti di case, 
dalle donne agli studenti. 

PERCHE' IN PIAZZA SI POSSA PARLARE, CI SI 
POSSA ORGANIZZARE, SI POSSA LOTTARE. 
MOBILITIAMOCI, QUINDI, AL DI LA' DELLE 
PASTOIE CONFEDERALI, PER IL 13 OTTOBRE 
TROVIAMOCI IN PIAZZA MAGGIORE ALLE ORE 

15.00 PER CONTINUARE AD AGITARE LA 

PAROLA D'ORDINE DELLO SCIOPERO 

GENERALE NAZIONALE. 

RENDIAMO VISIBILE LA NOSTRA 
OPPOSIZIONE ALLA POLITICA DEL GOVERNO 
E LA NOSTRA INDISPONIBILITÀ' Al 

PATTEGGIAMENTI ISTITUZIONALI. 

CONTRO: 

- la privatizzazione del Pubblico impiego; 

- la rendita finanziaria, immobiliare e politica; 

- la logica strumentale del mercato e del profitto. 

PER: 

- l'universale soddisfacimento dei bisogni fonda- 
mentali dell'uomo, cosi' come essi si danno in 
questo momento storico (casa, tempo di vita, sa- 
lute, istruzione, ecc.); 

- la garanzia di un reddito sociale da assicurare a 
tutti; 

- una piu' complessiva redistribuzione del reddito 
che funga da strumento di lotta contro ogni forma 
di gerarchia sociale; 

- la critica al consumismo, da condurre secondo 
un paradigma ecologico che sappia orientare 
un'altra cooperazione sociale in funzione di una 
diversa qualità' della vita, la quale ponga radical- 
mente in discussione qualsiasi logica di tipo quan- 
titativistico; 

- l'autorganizzazione al di fuori delle istituzioni 
statali. 

ASSEMBLEA LUNEDI' 12 OTTOBRE 1992 ORE 

21.00 

MARTEDÌ' 13 OTTOBRE ORE 14,00 TROVIAMOCI 
TUTTI IN PIAZZA MAGGIORE 

COMITATO D'AGITAZIONE CITTADINO PER LA 
MOBILITAZIONE PERMANENTE E LO 
SCIOPERO GENERALE NAZIONALE. 


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17 File: MI21009.TXT 


Milano, 9 ottobre 1992 

CONTRO GOVERNO, PADRONI E SINDACATO: 
SCIOPERO GENERALE AUTO RGANI ZZATO 

L'approvazione autoritaria con voto di fiducia 
deli'art. 1 della legge delega sulla manovra finan- 
ziaria ieri ha fatto scendere in piazza migliaia di 
lavoratori in Lombardia, Toscana ed Emilia 
Romagna. 

Per lo sciopero generale-farsa del 13 ottobre il 
clima e'quanto mai rovente: i lavoratori nelle piazze 
chiedono a gran voce un vero sciopero generale 
che coinvolga il pubblico impiego, contro e nono- 
stante la legge 146 (legge antisciopero) e abbia 
durata di 8 ore. 

CGIL-CISL-UIL stentano a "controllare" l'ondata di 
protesta di questi giorni. Le cariche contro proletari 
e studenti il 2 ottobre a Roma con l'attiva parteci- 
pazione del S.d.O. sindacale dimostrano quanto 
diciamo da tempo: il sindacato oggi in Italia e'una 
appendice corporativa del sistema aziendale pri- 
vato e di stato e qualsiasi opposizione a questo 
sistema di relazioni stato-padroni-sindacati deve 
essere isolata, repressa, schiacchiata, in nome 
della ripresa economica nazionale e dell'entrata 
nell'Europa dell'accordo di Maastricht. 

Qualsiasi forma di organizzazione e di protesta dal 
basso dei lavoratori che abbia la capacita' di 
muoversi al di fuori delle compatibilita' e in piena 
autonomia viene tacciato di minoritarismo, irre- 
sponsabilità', teppismo, preludio ad un nuovo ter- 
rorismo. 

Siamo di fronte ad un attacco non solo al salario, 
ma alle condizioni di vita dei proletari che parte da 
lontano e che oggi e'arrivato al suo culmine. 
L'attacco al salario si manifesta ovviamente 
nell'accordo del 31 luglio, nell'aumento delle spese 
sanitarie, nel drastico ridimensionamento delle 
pensioni, nella svalutazione della lira. 
L'occupazione subisce una grave diminuzione: 
cassaintegrazione, prepensionamenti, ricorso alle 
liste di mobilita' (volute anche dai sindacati), chiu- 
sure o pesanti ridimensionamenti interessano mi- 
gliaia di aziende, spesso con l'attiva comparteci- 
pazione di sindacati compiacenti. Ma vi sono an- 
che negazioni degli spazi di liberta' e di opposi- 
zione che si manifestano nelle piazze con le cari- 
che di polizia, nella maggior parte dei luoghi di la- 
voro dove spesso le uniche organizzazioni sinda- 
cali ricosciute sono CGIL C1SL e UIL; 
nell'emittenza radiotelevisiva che secondo la legge 
Mammi' deve essere solo nelle mani dei grandi 
potentati economici o dello stato; nei rigurgiti di 
razzismo e fascismo che hanno sempre più spazio 
e tolleranza e che vengono legittimati dalle politi- 


che dei governi europei tese alla chiusura delle 
frontiere e alla persecuzione degli extra comunitari. 
Decine di migliaia di proletari vengono incarcerati 
ogni anno solamente perche'in possesso di qual- 
che grammo di eroina o perche'per procurarsela 
hanno rubato un autoradio. L'esercito viene usato 
in modo sempre piu 1 spregiudicato: in Sicilia, in 
Sardegna, in Albania o nelle operazioni di polizia 
internazionale. 

La casa ormai da anni non e'piu 1 un diritto, e l'equo 
canone e'stato praticamente abolito a favore delle 
grandi immobiliari e di coloro che hanno tenuto 
sfitti centinaia di migliaia di appartamenti in questi 
anni. Le stesse immobiliari che speculano sulle ex 
aree industriali delle grandi citta' ridefinendo ii 
tessuto urbano e la vita di ognuno. 

Nelle scuole e nelle università' l'aria di restaura- 
zione e' ormai irrespirabile e una serie di servizi e 
rami della didattica passano o passeranno nei 
prossimi anni ai privati. 

Le privatizzazioni e l'aumento delle tariffe e dei 
prezzi nel campo dei trasporti pubblici e nella sa- 
nità' prospettano un futuro di disperazione per 
chiunque non abbia soldi sufficienti a garantirsi 
quelli che dovrebbero essere diritti fondamentali 
degli individui. 

E' per questo che riteniamo sìa ormai necessario 
costruire un largo fronte di lotta e di resistenza 
contro questo attacco complessivo alle condizioni 
di vita dei lavoratori, dei pensionati, dei lavoratori in 
nero o precari, degli emarginati che costituisca una 
piattaforma sociale ampia ed unitaria e abbia come 
suo metodo l'autorganizzazione. 

PER LO SCIOPERO GENERALE 
AUTORGANIZZATO DAI LAVORATORI 

PER UNA RIPRESA DELLA LOTTA PER LA 
CASA, CONTRO L'INCARCERAMENTO DI 
MIGLIAIA DI PROLETARI, CONTRO LA 
PRIVATIZZAZIONE DELLA SCUOLA E DEL 
SAPERE, CONTRO VECCHI E NUOVI FASCISMI 

C.S. LEONCAVALLO (tei. 26140287) 

C.A. GARIBALDI (tei. 29002464) 

ONDA DIRETTA emittente comunista (tei. 
0337/328455) 


Ogni giovedì' alle ore 21,30 presso il C. A. 

Garibaldi, Corso Garibaldi 89, ingresso Via 

Cazzaniga - MM Moscova 

riunione delle realta' autorganizzate e dei centri 

sociali. 


8 




18 File; RM21007D.TXT 


19 File : RM21007E.TXT 


RESTITUITECI RAFFAELLA 

Il pomeriggio di lunedi' 5 ottobre, in seguito ad una 
perquisizione risultata negativa, alla ricerca di armi 
e esplosivi e materiale attinente ai tralicci abbattuti 
nella zona della Versilia-Massa-Carrara- 
Lunigiana i carabinieri hanno arrestato Raffaella 
Ruberti, di 28 anni, che lavora presso la coopera- 
tiva Tipolitografica di carrara, una delle strutture di 
stampa del movimento anarchico. 

Altre persone risultano arrestate ( cinque ) nell' 
ambito della stessa operazione ; Manuela, Ubaldo, 
Katia, Riccardo, Alessandro, tutti abitanti nella 
zona apuana. 

Il mandato di arresto per Raffaella riferisce di un 
testimonio che I' avrebbe identificata nei pressi di 
un traliccio abbattuto o in via di abbattimento. 

Due considerazioni vanno fatte sull' episodio : 

1) Brancolando nel buio, gli inquisitori si attaccano 
agli appigli piu' impensabili per risolvere il mistero 
dei tralicci abbattuti. Nella loro logica perversa e' 
giusto che decine o centinaia di persone paghino 
subito, con la perdita della liberta', purché' essi 
riescano a mettere le mani su qualcuno da spac- 
ciare come colpevole. L' onere di dimostrare I' in- 
noce nza spetta sempre e comunque all' accusato. 

2) Le tensioni popolari innescate dalla manovra 
governativa, con migliaia di persone in piazza, 
sono suscettibili di venir deviate, come ai "gloriosi 
tempi" della Strage di Stato a piazza Fontana nel 
1969, verso ambienti di insubordinazione anar- 
chica. Le dichiarazioni di Craxi a Berlino e del mi- 
nistro degli Interni Mancino ne fanno fede. 
Facciamo appello al buon senso della popolazione 
perche' si unisca a noi nelle forme e coi metodi che 
preferisce per reclamare I' immediata rimessa in 
liberta' di Raffaella e degli altri arrestati. 

DUE PRIMI MOMENTI DI SOLIDARIETÀ' CHE 
PROPONIAMO SONO ; 

UN PRESIDIO DAVANTI ALLA CASERMA DEI 
CARABINIERI DI CARRARA PER MERCOLEDÌ' 7 
OTTOBRE A PARTIRE DALLE ORE 15. 

UN SECONDO PRESIDIO PER LA GIORNATA DI 
SABATO 10 OTTOBRE SEMPRE A PARTIRE 
DALLE ORE 15 A MASSA, PIAZZA GARIBALDI. 

FAI FEDERAZIONE ANARCHICA DI CARRARA 


Firenze 7 Ottobre 1992 

SOLIDARIETÀ' CONCRETA CON LORENZO E 
IVANO 

Lunedi' 12 ottobre presso il Tribunale di Firenze si 
svolgerà' il processo contro i compagni Lorenzo e 
Ivano. 

Al termine di una festa contro l'eroina, prendendo a 
pretesto l'allontanamento di un balordo, la polizia 
intervenne arrestando i due compagni, che erano 
tra gli organizzatori della festa. 

Un bel risultato Piazza San Pierino finalmente li- 
bera per due giorni dallo spaccio di eroina, centi- 
naia di persone che partecipano alla festa e la po- 
lizia arresta gli orgasnizzatori 

Pesanti son i capi di accusa rivolti contro i due 
compagni, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. 

I due compagni sono notissimi per la loro attività' 
nei movimenti a Firenze dal diritto alla casa, alla 
difesa degli spazi sociali, sempre in prima fila per 
difendere i diritti dei proletari, della povera gente, 
degli emarginati. 

INVITIAMO L'OPPOSIZIONE CITTADINA A 
MANIFESTARE DA SUBITO LA PROPRIA 
SOLIDARIETÀ 

INVITIAMO TUTTI A PRESENZIARE AL 
PROCESSO, LUNEDI' 12 OTTOBRE ALLE ORE 
9.00 

IN PIAZZA SAN FIRENZE 

IL Centro di Documentazione Antagonista - Il 
Centro Sociale Autogestito ex Emerson - Il 
Movimento di Lotta per la Casa. 


20 File ; MASSACAR.ARR 


COMUNICATO STAMPA 

Lunedi 5 ottobre i Carabinieri di Massa hanno ef- 
fettuato T ennesima operazione nell'ambito 
dell'inchiesta per l'abbattimento dei tralicci in 
Toscana. 

Questa volta alle solite perquisizioni, tutte con esito 
negativo, ha fatto seguito l'arresto di 5 persone. 

Fra gli arrestati , Raffaella Ruberti (compagna 
anarchica, impegnata nella tipografia di Carrara ed 
in altre iniziative di movimento), Manuela 
(residente a Monzone, cognome non conosciuto) 
ed altri tre della cui identità' non siamo a cono- 
scenza . In particolare Raffaella e' accusata in- 


9 






sieme ad un altro dell'abbattimento di un traliccio, 
awenuto, in una notte di fine agosto a Posteria. 

Un testimone oculare (vista molto acuta evidente- 
mente) l'avrebbe vista all'opera sotto il traliccio. 

Per Manuela e gli altri si possono immaginare im- 
putazioni simili. 

Tutti si sono dichiarati estranei ai fatti per cui sono 
stati accusati. 

La pretestuosità' delle accuse e l'assoluta incon- 
sistenza di elementi o prove a loro carico sono un 
film già' visto. 

Come al solito si viene messi in galera senza uno 
straccio di prova e poi e' necessario riuscire a di- 
mostrare la propria innocenza per poter riacqui- 
stare la liberta'. 

Questo clima di inquisizione e di intimidazione 
serve a ricordare che siamo tutti in liberta' provvi- 
soria e che e' quantomai necessario proseguire 
l'impegno di lotta contro la società' del dominio e 
del profitto. 

Proponiamo due iniziative di solidarietà': un presi- 
dio davanti alla caserma dei carabinieri di Carrara 
per mercoledì' 7 ottobre a partire dalle ore 15.00 
ed un secondo presidio per la giornata di sabato 
10 ottobre sempre a partire dalle ore 15.00 in 
P.zza Garibaldi a Massa. 

/ COMPAGNI DELLA TIPOGRAFIA 


21 File : RM21008A.ASC 


Roma, 8.10.92 

Trasferimenti di compagni detenuti. 

Un gruppo di compagni detenuti da molti anni e 1 
stato trasferito dal carcere di Rebibbia al super- 
carcere di Trani. Tra questi, Abatangelo, Padula, 
Fosso e Antonini. Mentre sembra che per gli ultimi 
tre si tratti di una destinazione prevista, dopo la 
conclusione dell’ultimo processo contro le B.R., per 
Pasquale Abatangelo e per altri assume una ca- 
ratteristica punitiva. Pasquale e’ in carcere da 19 
anni. In una lettera inviata ai compagni per ringra- 
ziarli dell'iniziativa di Giugno "Fuori da Rebibbia" 
raccontava che la sua richiesta di usufruire della 
semiliberta' o del lavoro fuori dal carcere era stata 
respinta ancora una volta. 

Compagni come Pasquale mantengono rapporti 
epistolari con l'esterno, discutendo di tematiche 
sociali e politiche. Probabilmente questa ulteriore 
punizione del trasferimento e' legata anche alle 
accuse forcaiole del sindacalista CGIL Vento, che 
faceva i nomi dei compagni responsabili - secondo 
lui - dei disordini del 2 Ottobre a Roma e chiamava 


in causa anche gli ex B.R. in carcere che svolge- 
rebbero ruolo di agitatori tra gli operai. 

Il clima dell'emergenza continua dunque nelle 
carceri, dove i diritti garantiti dalla legge Gozzini (in 
particolare la semiliberta', i permessi, il lavoro 
esterno) non vengono applicati nei confronti dei 
detenuti che mantengono una dignità' umana e 
politica. Anche nel caso dei malati di AIDS, dopo la 
pubblicità' data all'uscita di Martelli si sono portati i 
limiti delle analisi cliniche al punto che solo i malati 
moribondi potranno uscire dal carcere. Ma 
l'informazione ufficiale non e' interessata a questi 
"particolari". 


22 File: PD921008.TXT 


PADOVA 7 OTTOBRE 1992 

Come Radio Evasione e Radio Sherwood denun- 
ciamo il bestiale pestaggio avvenuto il 29/9/1992 
nel Nuovo complesso Penale di Padova ai danni di 
Biagio Mazzara, un ragazzo che soffre di calcoli al 
fegato e di una particolare e inusuale forma di 
anoressia. Da quanto ci ha comunicato il suo av- 
vocato che ha presentato denuncia al magistrato di 
sorveglianza di Padova ed alla Procura della 
Repubblica di Padova l'aggressione si è svolta con 
le seguenti modalità: il Mazzara aveva avuto un 
diverbio verbale con un agente di polizia peniten- 
ziaria perchè dalla prima mattina aveva richiesto 
un intervento sanitario e a quell'ora, alle 13.00 non 
l'aveva ancora ricevuto; poco dopo l'agente ritor- 
nava con altre sette colleghi e portavano il 
Mazzara in una stanza e qui lo pestavano usando 
pure una cinghia e spegnendoli diverse sigarette 
sul viso. 

L'avvocato ha affermato che il giorno 2 ottobre 
quando è riuscito dopo molte insistenze ad avere il 
colloquio con il suo assistito erano ancora evidenti 
escoriazioni sui viso, segni di bruciature e vaste 
echimosi sulla schiena. 

Questa aggressione, denunciata dai nostri micro- 
foni già dal 2 ottobre a differenza di altre avvenute 
in passato è stata riportata nei quotidiani cittadini. 
L'episodio è un ulteriore riprova del clima che c'è in 
carcere e come sia tenuta in considerazione la sa- 
lute dei detenuti. 

PER UNA SOCIETÀ' SENZA GALERE 
RADIO EVASIONE 


IO 





23 File : RM21010.TXT 


24 File : JAPAN.TXT 


Roma, 9. 10.92 

Arrestati compagmi Anarchici 

Il GIP Alba Dova, su richiesta del sost. proc. di 
Massa Augusto Lama, ha fatto arrestare i com- 
pagni Ubaldo Giorgini, Emanuela Centi, Riccardo 
Delle Piane, Alessandro Gaza, Catia Canozzi e 
Raffaella Ruberti, accusati di essere gli autori degli 
attentati ai tralicci ENEL in provincia di La Spezia e 
di Pisa. E sembra che le indagini non si esauri- 
ranno con questo "primo blocco di arresti": la 
nuova campagna stampa e televisiva vuol far 
credere alla gente che l'allarme per un possibile 
ritorno del "terrorismo" (vedi le infami accuse di 
Fulvio Vento contro i compagni dell'autonomia) non 
e' infondato, che e' necessario fare quadrato in- 
torno alle istituzioni e al sindacato. 

Ci opporremo con tutte le nostre forze a questa 
ennesima montatura contro gli anarchici e anche a 
quelle contro i compagni di altre tendenze. 
Solidarietà' con i compagni arrestati e con quelli 
accusati per i "disordini" del 2 Ottobre. Sabato 10 
Ottobre, in p. Garibaldi a Massa, presidio di solida- 
rieta'con i compagni anarchici arrestati. 

Gruppo anarchico romano 


ECN BRESCIA - Intervista realizzata da Radio 
Onda D'Urto ad una compagna giapponese sulla 
rivolta dei dayly workers a Kamagasaki. 

Kamagasaki, nella citta' di Osaka e' uno dei quar- 
tieri che raccoglie piu 1 lavoratori in Giappone. 
Moltissime persone vengono qui per cercare lavoro 
come lavoratori giornalieri. Ciò' che e' accaduto a 
Kamagaki recentemente comunque e' da rappor- 
tare alla sitazione dell'intero Giappone che e' ca- 
duto in una forte recessione economica, cosi' le 
prime persone a perdere lavoro sono stati coloro 
che per ultimi l'avevano trovato (cioè 1 i dayly 
workers). 

I posti di lavoro negli ultimi 3 anni sono notevol- 
mente calati, pressoché' dimezzati, e ciò' significa 
che coloro che hanno piu' di 50 anni non conti- 
nueranno a lavorare, coloro che sono malati o 
stanno invecchiando non troveranno piu' lavoro e 
dovranno dormire sulle strade. Sul piano pratico, 
sette anni fa c'erano meno di 100 persone senza 
casa (che dormivano per le strade), ora ce ne sono 
piu' di mille e, fra, questi, la maggior parte di coloro 
che abbiamo intervistato, sostiene che e' colpa 
della mancanza di lavoro. 

Quelli che vivono in questi quartieri, fanno tutti i 
lavori che la maggior parte dei giapponesi si rifiuta 
di fare: lavori pesanti, lavori pericolosi, lavori duri e 
quindi e già' molto discriminata. I fatti delle scorse 
settimane sono legati a ciò' che e' successo in 
Settembre/Ottobre dell'anno scorso, quando la 
recessione ha fatto calare i posti di lavoro e la 
gente senza casa e' drammaticamente aumentata. 
Durante questa estate le cose sono peggiorate e, 
quando il nostro gruppo, l'organizzazione di vo- 
lontari cristiani, si e' recato ad Osaka per trattare il 
governo, le nostre richieste di creare posti di la- 
voro, provvedere alla distribuzione di cibo, co- 
struire nuovi edifici e assistenza per gli anziani, 
non hanno avuto alcuna risposta eccetto... "c'è' un 
ufficio di assistenza sociale (VAS) a RAMAGASAKI 
tratteremo con i lavoratori secondo quanto l'ufficio 
ci dira'". 

A partire dai mesi di agosto-settembre, la nostra 
organizzazione e l'unione sindacale si sono recate 
regolarmente all'ufficio per assicurarsi che la gente 
avesse ciò di cui necessitava e abbiamo visto che 
la maggior parte dei disoccupati non aveva alcun 
aiuto, alcun supporto sociale. 

Un esempio: un uomo di 73 anni, andato all'ufficio 
sociale per chiedere aiuto riceve come rispo- 
sta.. ."se non riesci a trovare lavoro torna da dove 
sei venuto" e ciò era impossibile poiché 
quest'uomo veniva da Kiushu, una delle isole molto 
lontana da Osaka. L'uomo ha detto. ..''non ho de- 


ll 





naro come ci posso andare?" gli è stato risposto 
bruscamente... "cammina", ed era un uomo di 73 
anni. Ci sono persone a cui è andata anche peg- 
gio. Ciò che è accaduto nelle scorse settimane è 
che l'unione sindacale ha cominciato un sit-in da- 
vanti all'ufficio di assistenza sociale per spingerlo a 
fare qualcosa di più serio, a riconoscere la massiva 
disoccupazione ed a riconoscere che qualcosa per 
queste persone doveva essere fatto. L'ufficio di 
assistenza sociale aveva questo metodo per 
provvedere alla gente: prestava 2000 jen massimo 
ad ogni lavoratore perchè si mantenesse finché 
trovava un lavoro, e questo poteva funzionare 3 
anni fa quando c'era molto lavoro. Oggi coloro che 
prendono in prestito questi soldi non sono in grado 
di restituirli e quando tornano per chiederne altri 
l'ufficio risponde ..."no, tu hai già preso 2000 jen e 
non li hai restituiti, quindi non ti diamo più denaro". 
Questo è veramente l'unico sistema con cui l'ufficio 
fa fronte alla disoccupazione. 

L'unione sindacale e la nostra organizzazione 
hanno sostenuto che tutto ciò era ridicolo, che così 
non si risolveva nulla che piuttosto si distribuissero 
buoni per il cibo e per la casa che la gente potesse 
usare nell'area. 

Poiché l'ufficio di assistenza sociale insisteva nella 
sua politica l'unione sindacale organizzò un nu- 
mero di lavoratori sempre maggiore e poiché nelle 
scorse settimane il numero cresceva ancora, 
l'ufficio di assistenza sociale sostenne... "siamo 
esausti, non possiamo fare di più" e chiusero i 
battenti. 

A quel punto la rabbia dei lavoratori crebbe e al- 
cuni incominciarono a tirare pietre contro l'edificio e 
alle 5 PM, questo accadde il primo ottobre, per fare 
andare a casa la burocrazia , furono chiamate le 
forze antisommossa. Quando queste arrivarono la 
situazione divenne molto tesa. Scoppiò una rivolta 
che durò fino a sabato notte e, secondo le nostre 
fonti, 35 furono i feriti dalla polizia, 13 finiti in 
ospedale di cui due in condizioni gravi. 

E' stato, in pratica, tentato di soffocare con la forza 
la rivolta al posto di riconoscere lo stato di emer- 
genza e questo è il risultato della recessione e del 
fatto che il governo abbia continuato ad ignorarle. 
Per quanto riguarda la situazione attuale la rivolta 
si è calmata. Ieri l'organizzazione è andata al mu- 
nicipio di Osaka per chiedere se, adesso che la 
rivolta è scoppiata, le autorità avessero deciso di 
smetterla con questo pessimo programma contro 
la disoccupazione. L'unica risposta politica è stata 
"NO COMMENT". 


25 File: RM21007A.TXT 


CAMPAGNA PER LA LIBERAZIONE DEI 5 DI 
BEECHMOUNT 

Il primo maggio 1991, Stephen Gillespìe, sergente 
delia RUC ( la polizia nordirlandese), fu ucciso in 
seguito ad un attacco dell' IRA a Beechmount 
quartiere di West Belfast. 

Nei giorni successivi 12 ragazzi fra i 15 e i 19 anni, 
sono stati arrestati in quella zona e condotti al 
Centro Interrogatori di "Castlereagh" dove sono 
stati sistematicamente torturati e picchiati per 7 
giorni : gli e' stato negato i diritto a contattare i loro 
avvocati e quindi costretti a firmare confessioni in 
cui affermavano i loro coinvolgimento nell' attacco. 
Cinque di loro si sono autoincriminati per I' omicidio 
del sergente e sono in attesa del processo da piu' 
di un anno ( che si terra' a novembre ) e che sara' 
tenuto da un tribunale senza giuria ( Diplock Court 
)• 

I familiari di questi 5 ragazzi hanno lanciato una 
campagna "Sostieni i nostri giovani innocenti", af- 
finché' vengano rilasciati subito. 

II Comitato "Cetamon" per l'autodeterminazione del 
popolo irlandese, sostiene, in Italia, la campagna 
per la liberazione dei 5 ragazzi ( di cui alcuni an- 
cora minorenni ). In una realta' come quella ita- 
liana, in cui la questione irlandese e' affrontata dai 
partiti e dai mass media come un fatto di cronaca 
o, peggio ancora, come una lotta tutta interna 
all'lrlanda stessa, di stampo religioso tra protestanti 
e cattolici e' necessario intervenire con una cor- 
retta e capillare informazione diretta a smasche- 
rare e denunciare le odiose responsabilità' dell' 
Inghilterra, la cui politica e' chiaramente diretta alla 
negazione di ogni diritto civile e politico per la mi- 
noranza cattolica della popolazione nord irlandese 

Per non parlare dei governi europei che, con la 
loro indifferenza e omertà', si rendono correspon- 
sabili dell' occupazione inglese nelle 6 contee nel 
Nord Irlanda. 

La detenzione dei 5 ragazzi di Beechmount non e' 
che un episodio fra tanti che avvengono quasi 
quotidianamente in quei territori. 

CETAMON COMITATO PER 
L'AUTODETERMINAZIONE DEL POPOLO 
IRLANDESE 


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26 File : RM21 007B.TXT 


NOTIZIE DAL COMITATO SOLIDARIETÀ 1 PERÙ' 

In seguito all' arresto di A. Guzman ( Presidente 
Gonzalo ) si sta sviluppando una campagna in- 
ternazionale. Si e' formato un Comitato 
Internazionale di Emergenza per salvare la vita di 
A. Guzman. Si stanno facendo iniziative e una de- 
legazione internazionale e' andata in Perù 1 per il 
processo iniziato il primo ottobre. C'e' un bollettino 
informazioni, quasi quotidiano in inglese, che può 1 
essere faxato a richiesta. 

E' nata una sezione italiana di questo comitato con 
funzione iniziale di far uscire qualcosa sulla stampa 
borghese, fare pressione su giornalisti, giuri- 
sti, democratici ecc. Questo comitato sara 1 presen- 
tato ufficialmente sabato mattina a Roma c/o I 1 
associazione stampa italiana. 

Il testo base e le prime adesioni seguono. 

L' appuntamento piu; importante rimane pero' 
quello per il pomeriggio di sabato alle 16.30 al 
Centro Sociale Ricomincio Dal Faro, via del Trullo 
330, che promuove una riunione nazionale di re- 
alta 1 del movimento per una campagna e una ini- 
ziativa nazionale all 1 ambasciata peruviana. 

Sabato esce in italiano il nuovo numero di El Diario 
Internacional e sara 1 pronto un nuovo video. Per 
informazioni e contatti telefax 099/374241 

(IL TESTO DELLA MOZIONE SEGUE IN 
RM21007C.TXT - ECN) 


27 File : RM21 007C.TXT 


giudici in- cappuciati, senza rispetto dei diritti della 
difesa, senza la presenza di giornalisti e osserva- 
tori internazionali. 

Fujimori sta creando le condizioni per imporre la 
pena di morte per Abimael Guzman. 

Questo non deve accadere. 

Nessun osservatore in buona fede e con cono- 
scenza reale del Perù 1 , al di la 1 della sua tendenza 
e opinione politica, può 1 negare che Abimael 
Guzman e 1 il leader riconosciuto di ampi settori di 
contadini, operai, studenti, intellettuali e in ampi 
ambiti di vita della società 1 peruviana. 

In nessuna maniera 12 anni di guerra prolungata, 
diretta da A. Guzman possono essere liquidati 
come atti di terrorismo. 

In nessuna maniera può 1 essere negata ad A> 
Guzman la statura di leader imprigionato di un 
partito rivoluzionario e di un esercito guerrigliero. 
Abimael Guzman merita quel sostegno interna- 
zionale che tutti gli oppositori deH'imperialismo e 
dei regimi reazionari hanno sempre avuto. 

E 1 necessario che sia permesso l'accesso ad av- 
vocati, giornalisti medici che si assicurino della sua 
salute e delle sue condizioni di detenzione. 

E 1 urgente che molte voci si facciano sentire per: 

- richiedere che lo Stato peruviano rispetti le con- 
venzioni internazionali concernenti il trattamento 
dei prigionieri di guerra e dei prigionieri politici. 

- richiedere che non venga giudicato da un tribu- 
nale militare 

- richiedere che la sua integrità 1 fisica sia rispet- 
tata, che la vita di Abimeal Guzman sia salvata. 

COMITATO DI EMERGENZA INTERNAZIONALE 
PER DIFENDERE LA VITA DI ABIMAEL 
GUZMAN - sezione italiana 
Seguono numerose firme. 


Roma 7 ottobre 1992 

SALVARE LA VITA DI A. GUZMAN (P. 
GONZALO) 

IL 12 SETTEMBRE Abimael Guzman, noto come 
Presidente Gonzalo, guida del Partito Comunista 
del Perù 1 , e' stato catturato dal regime di Fujimori a 
Lima con la piena assistenza della nota macchina 
antisovversiva USA. 

Ci sono tutte le ragioni per temere per la vita di 
Abimael Guzman nelle mani di uno dei piu 1 san- 
guinari regimi del mondo. Lo Stato Peruviano ha 
ripetutamente ucciso i suoi prigionieri politici, dai 
circa 300 uccisi nel massacro nel carcere di El 
Fronton del 1946 fino ai 40 detenuti e detenute 
politici uccisi a sangue freddo nella prigione di 
Canto Grande nel maggio di quest'anno. La 
Costituzione peruviana e' stata sospesa, il pro- 
cesso si svolge davanti a un tribunale militare di 


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28 File : RONDE.TXT 


CONTRO LE RONDE FASCISTE A BERGAMO 
COMUN. STAMPA DEL COLL 
COM. PELLEROSSA 

In merito ai fatti del 3/10, al presidio del fascista 
Mirko Tremaglia nonché agii articoli di stampa di 
oggi 4/10 dell'Eco di Bg. (articolo di Nino Carrara), 
di Bergamo Oggi (art.di Marco Rota e Federica 
Ghiselli) e del Giorno, vogliamo sottolineare alcune 
cose: 

Da tempo la stampa e la TV stanno rincoglionendo 
la gente e propinando idee di conservazione e 
vuoto culturale. Non ci stupiamo perciò che su 
questi 3 quotidiani asserviti al piu'becero piattume 
e a valori di destra, si guardi con favore 
all'iniziativa del M.S.I. che ripropone addirittura 
ronde fasciste in città per ripulirla dai tossicodi- 
pendenti e spacciatori, ronde di tragica memoria. 
Tra le righe non emerge la minima domanda sul 
perchè, in una città ricca e benpensante qual'è 
Bergamo, il fenomeno droga sia così scottante. E 
men che meno su quale siano oltre alle motiva- 
zioni, le proposte di largo respiro, per cercare di 
farvi fronte: il rilancio di valori di solidarietà e co- 
municazione, l'apertura di spazi di aggregazione 
autogestiti, non mercificati e consumistici. 

Il contro-presidio da noi organizzato, al contrario di 
ciò che è stato riportato dai mass-media locali, ha 
voluto proporre, alfinterno di un percorso che 
stiamo cercando di costruire in città sulla necessità 
degli spazi spazi sociali, il rifiuto di una logica re- 
pressiva e di criminalizzazione verso i tossicodi- 
pendenti, che si è data a partire dalla Legge Russo 
jervolino (sulla tossicodipendenza) che raggiunge 
punte estreme nelle iniziative di questi gruppi di 
destra che stanno riprendendo piede anche in città 
e che stanno riacquistando credibilità (proprio a 
causa del vuoto culturale) nei confronti della gente. 
Il problema della tossicodipendenza non si risolve 
di certo con l'istituzione di ronde (men che meno 
fasciste). 

Mesi fa una mobilitazione popolare contro la droga 
portò a Presezzo all'allontanamento di decine di 
tossicodipendenti i quali si trasferirono alla sta- 
zione di Bergamo. E' lampante che queste mobili- 
tazioni popolari, invece di risolvere il problema ri- 
salendo a monte e reclamando la totale mancanza 
di strutture e di misure preventive, mirano 
all'accantonamento di questo problema che si ri- 
propone immutato, a pochi Kilometri di distanza. 

E' molto difficile risolvere il problema eroina visto 
gli enormi interessi legati al narco-traffico e le 
connivenze mafia-stato legate al mercato nero. 

Noi pensiamo che la disgregazione sociale crea il 
terreno favorevole al dilagare del consumo di 


eroina e crediamo che l'unica risposta sia l'apertura 
di spazi autogestiti di socializzazione e comunica- 
zione contro ogni alienazione e dipendenza. 


29 File : NEWRIGHT.DOC 


Cari compagni, vi mando questo articolo molto 
breve, soggettivo e impressionistico, su alcune 
cose che mi vanno frullando per il cerebro. Se vi va 
bene per Zero, usatelo. Bye 


E NO CHE NON MI ANNOIO! 

Nuova Destra e trappole identitarie 


Stati di allucinazione. 

Il Manifesto intervista il camerata Maurizio 
Boccacci del Movimento Politico, con la vecchia e 
logora giustificazione illuministicheggiante: "Certi 
argomenti si commentano da soli!". Ma evidente- 
mente esiste una legge anti-trust sulla capacità di 
articolare frasi e pensieri: i fascisti non sono tutti 
barbari o trogloditi, nè i cervelli albergano solo nei 
crani di Parlato o della Rossanda, così la testa del 
nazi brilla come quella di un grande rètore nonché 
genio della politica ( e il suddetto giornale si sput- 
tana non poco); 

Qualche tempo dopo leggo il giornale: la platea 
fascista urla "Sa-po-net-te! Sa-po-net-te!" 
all'ebreo Gad Lerner che, ospite alla Festa del 
Secolo d'Italia, ricorda le leggi razziali del '38; Alzo 
gli occhi dal giornale: gli abitanti ebrei di una via 
dell'ex-ghetto di Bologna riverniciano i muri im- 
brattati da svastiche e frasi antisemite; Mi rispro- 
fondo nel giornale: la "Nuova destra" europea, 
capeggiata dai suoi santoni Tarchi e De Benoist, 
ha organizzato un bel convegno sull'identità eu- 
ropea e su quello che chiamano "antirazzismo dif— 
ferenzialista". 

Frugo nella cassetta della posta del Centro di 
Comunicazione Antagonista, e trovo il nuovo nu- 
mero di “Indipendenza", algido e inquietante, con 
l'editoriale che inneggia aH'"eversione nazionalita- 
ria"; Mi sposto appena in tempo per cacciare dalla 
sala-studio occupata, a spintoni e male parole, un 
cretino che si dichiara "contro gli ebrei perchè 
peggio dei nazisti", si professa "leghista perchè 
contro il sistema dei partiti" e, dulcis in fundo, si 
dice "a favore del revisionismo storico perchè bi- 
sogna essere obiettivi", etc... Mentre viene allon- 
tanato, il deficiente si rivolge polemicamente a un 
compagno friulano: "lo sono di Gorizia! Tra di noi 
dovremmo aiutarci!". 


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E no che non mi annoio, non mi annoio, non mi 
annoio! 

Qualche sera dopo, il solito Gad Lerner, coadiu- 
vato da due o tre funzionarietti della Sinistra 
Giovanile, regala ai nazi una nutrita audience e 
l'ennesima occasione di professarsi rivoluzionari e 
antimperialisti. Peggio della destra, evidentemente, 
c'e' solo la "sinistra". 

E ovunque, quando si parla o si agisce, rischiamo 
di mettere il piede nella trappola identitaria. C'e' chi 
dice: "Ma li hai visti questi di Tendenze? A sfo- 
gliare le pagine, quasi non si capisce che sono 
fasci!". E invece, ahimè, si capisce benissimo, se si 
ha presente qual è la differenza tra nazionalismo e 
internazionalismo! 

Il punto è che la "sinistra diffusa" sta pagando in 
termini di annebbiamento tutti gli errori dei decenni 
passati. 

Ci voleva proprio il riemergere dei nazionalismi 
all'est e non solo all'est, fenomeni che si richia- 
massero esplicitamente a miti e stendardi 
dell'Ancien Règime, perchè la "sinistra" - quella 
istituzionale, quella "nuova", quella "rivoluzionaria" 
- rimettesse in discussione l'appoggio eclettico e 
irriflessivo ai localismi di svariate latitudini geocul- 
turali. Negli ultimi decenni, i sempe più larghi 
strappi nelle vesti ideologiche "marxiste" erano 
stati cuciti alla bell'e meglio con l'assolutizzazione 
delle differenze culturali contro "l'omologazione 
capitalistica". Proprio nella fase di massima inte- 
grazione planetaria e polarizzazione nord/sud ( 
quindi sovranazionale) dello sfruttamento, 
l'internazionalismo sbiadiva in consunti rituali e 
parole d'ordine sempre meno convinte, mentre 
l'accento veniva spostato dall'analisi classista a 
una nebulosa popolata da baschi, corsi, irlandesi, 
curdi, palestinesi e amerindi permettendo la con- 
fusione tra il discorso antiimperialista e quello na- 
zista "contro il mondialismo", basato sul terrore 
delle differenze e delle contaminazioni. Non solo; 
in questo modo si è spalancato il tombino a infil- 
trazioni criptofasciste ( il già citato “Indipendenza" 
partecipa CON TUTTI GLI ONORI a convegni 
anarchici sui regionalismi, come è successo Io 
scorso anno alla Sala dello Zodiaco di Bologna...). 
Ma quel che è peggio è che ne è uscita seriamente 
intaccata la capacità di denunciare con efficacia le 
truffe identitarie basate su etnia , lingua, religione o 
nazionalità. 

Così oggi, quando si commentano i fatti del giorno, 
puntualmente trovi il compagno che reagisce male, 
malissimo, s'incazza contro l'epoca presente senza 
sapersi spiegare perchè ( a parte l'opposta tinta 
ideologica) si debba sostenere il rivendicazionismo 
indentitario sardo o irlandese ma condannare 
quello croato o azero. 

All'opposto c'e' chi, con lucidità teorica ma senza 
indicazioni concrete su come operare, schiaccia 


tutta l'analisi sulle tendenze in atto nell'economia- 
mondo, negando qualsiasi significanza ai movi- 
menti di liberazione nazionale. Vero, appunto, in 
tendenza, ma in questo modo ci si preclude la 
possibilità anche solo di percepire le differenze, si 
nega il loro legittimo divenire: un guerrigliero del 
Kurdistan ha come uniche scelte la difesa 
dell'identità o la completa estinzione. E che dire dei 
popoli amerindi? 

Risulta per tutti difficile mantenersi in equilibrio: 
eppure bisogna saper indicare 
nell'internazionalizzazione delle lotte l'unica via 
percorribile perchè le differenze possano confron- 
tarsi e giocare la propria ricchezza contro il domi- 
nio del capitale mondiale. L'opposto della strategia 
"nazionalitaria", che dice: "Contro il potere, ma 
ognuno a casa sua!". 

Ancora, bisogna saper distinguere le fasi in cui 
l'identità ha una valenza strategica nello sviluppo 
della lotta anticapitalistica, e quelle in cui essa di- 
viene inganno spettacolare che alimenta discordie 
e divisioni. Occorre saper intervenire per denun- 
ciare le truffe e porre fine agli stati di allucinazione, 
perchè l'unica possibile identità la ricaviamo 
dall'impatto del nostro corpo coi sistemi di co- 
mando e di sfruttamento. E questo fuori da ogni 
definizione piattamente sociologica o economici- 
stica dei soggetti conflittuali, perchè oggi è 
"proletario" chiunque investa nel quotidiano, in un 
percorso di liberazione, la coscienza dei propri bi- 
sogni e desideri. E no che non si annoia! 

Roberto 


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30 File: GE921006.TXT 


il giorno 1 0 e 1 1 ottobre si svolgeranno a Genova 
due iniziative contro ie celebrazioni colombiane e 
contro il razzismo: regionale quella del giorno 10 e 
nazionale quella del giorno 1 1 . 

Sabato 1 0 ottobre alle ore 1 5.30 manifestazione a 
piazza Caricamento davanti all'Expò; alle ore 21 .00 
concerto con varie posse italiane al Teatro Albatros 
di Genova Rivarolo. 

Domenica 11 ottobre alle ore 10.00 manifestazione 
nazionale con concentramento in Piazza Verdi. 
Questo il testo del manifesto: 
contro le celebrazioni dei 500 anni di genocidio e 
sfruttamento dei popoli del Sud del Mondo, ap- 
poggiamo le lotte per l'autodeterminazione dei 
popoli oppressi; 

contro la violenza razzista, contro il fascismo, con- 
tro il sionismo diffondiamo la solidarietà di classe; 
contro la manovra antiproletaria del governo 
Amato, contro la svendita della scala mobile e delle 
conquiste operaie volute dal sindacato con la firma 
dell'accordo del 31 luglio costruiamo 
l'autorganizzazione dei lavoratori, dei disoccupati e 
dei pensionati per imporre lo sciopero generale e la 
ripresa dell'antagonismo di classe. 

Centro di documentazione e comunicazione 
antagonista-Saiita S. Croce lOrosso 
Comitato regionale contro le celebrazioni co- 
lombiane. 


SINDACATO CON LA FIRMA DELL'ACCORDO 
DEL 31 LUGLIO 

COSTRUIAMO L'AUTORGANIZZAZIONE DEI 
LAVORATORI, DEI DISOCCUPATI E 
DEI PENSIONATI PER IMPORRE LO SCIOPERO 
GENERALE E LA RIPRESA 
DELL'ANTAGONISMO DI CLASSE. 

SABATO 10 OTTOBRE ORE 15.30 
MANIFESTAZIONE A PIAZZA CARICAMENTO 
ORE 21.00 CONCERTO DELLE POSSE 
ITALIANE AL 

TEATRO ALBATROS DI GENOVA RIVAROLO 

DOMENICA 11 OTTOBRE ORE 10.00 
MANIFESTAZIONE NAZIONALE 
CONCENTRAMENTO PIAZZA VERDI 

PER MAGGIORI INFORMAZIONI CONTATTATE I 
COMPAGNI DELLA LIGURIA 
GENOVA TEL 010 2470982 IMPERIA TEL E FAX 
0183 64275 


32 File : MEDICOLO.MBO 


12 Ottobre 1. 9.9.2. 

COSTRUIAMO UNA GIORNATA DI LOTTA 
CONTRO LE CELEBRAZIONI COLOMBIANE. 


31 File : IM061092.ASC 


PROGRAMMA DELLA 2 GIORNI 
ANTICOLOMBIANE A GENOVA 1 1 E 12 
OTTOBRE 1.9. 9.2 


CONTRO LA CELEBRAZIONE DI 500 ANNI DI 
GENOCIDIO E SFRUTTAMENTO DEL SUD DEL 
MONDO, APPOGGIAMO LE LOTTE PER 
L'AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI 
OPPRESSI 


Lunedì 12 ottobre vogliono imporre a tutti noi stu- 
denti, come diretti fruitori della cultura di stato, la 
celebrazione di 500 anni di sfruttamento, di 500 
anni di sterminio, di 500 anni di soppressione vio- 
lenta di chiunque si opponga al regime. 

Non dobbiamo dimenticare come questa cultura 
del massacro e della violenza sia stata messa in 
atto a Roma, a Milano, a Torino e non solo, contro 
gruppi di studenti appena quindicenni, dallo stesso 
governo che ora ci propone di festeggiarla. 

Non dobbiamo dimenticare che questi 
"festeggiamenti" sono costati al governo 5000 mi- 
liardi, ovvero QUANTO L'INTERA MANOVRA DI 
TAGLI ALLA SANITÀ’. 


CONTRO LA VIOLENZA RAZZISTA,CONTRO IL 
FASCISMO, CONTRO IL 

SIONISMO, DIFFONDIAMO LA SOLIDARIETÀ' DI 
CLASSE 

CONTRO LA MANOVRA ECONOMICA 
ANTI PROLETARIA DEL GOVERNO AMATO, 
CONTRO LA SVENDITA DELLA SCALA MOBILE 
E DELLE CONQUISTE OPERAIE, VOLUTA DAL 


Dobbiamo dimostrare la nostra solidarietà con i 
nativi americani e il nostro duro rifiuto della cultura 
dei conquistatori, dobbiamo ribadire che queste 
celebrazioni sono una mangiatoia da 5000 miliardi, 
bisogna gridare e tutti che questa cultura è alla 
base dell violenza razzista e del fascismo giovanile 
che ora torna alla ribalta. 


16 






CONTRO LE CELEBRAZIONI COLOMBIANE 
CONTRO LA CULTURA DEI CONQUISTATORI 
CONTRO UNO STATO E DEI SINDACATI FORTI 
CON I DEBOLI E DEBOLI CON I FORTI 

PER UNA GIORNATA DI MOBILITAZIONE 
NAZIONALE 

COSTRUIAMO PER IL 12 OTTOBRE UNA 
GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE 
CON MANIFESTAZIONI E PRESIDI PER 
DIMOSTRARE LA NOSTRA POSIZIONE. 

COORDINAMENTO STUDENTI MEDI 
IMPERIA 


33 File : RM21008B.TXT 


Roma 8 Ottobre 1992 

LETTERA APERTA AL SINDACO CARRARO E 
ALLA CITTA'. 

Signor Sindaco certamente e 1 bene spendere pa- 
role in prosa e in musica in favore della solidarietà 1 . 
Tuttavia la solidarietà' va praticata giorno per 
giorno, non una volta al mese, con atti concreti e 
non solo con eventi culturali. Una citta' solidale e' 
una citta' che non produce e riproduce esclusione. 
Questa citta' divide, discrimina ed esclude ogni 
giorno, negando ad una parte consistente dei suoi 
abitanti diritti umani fondamentali: il diritto a un all- 
eggio decente, al lavoro legale, alla libera profes- 
sione ed allo scambio sociale e culturale, alla sa- 
nità' ed all'istruzione, all'accesso paritario alla cosa 
pubblica. A partire " dagli ultimi " occorre ridise- 
gnare globalmente la metropoli, i suoi spazi, la sua 
amministrazione, la sua cultura. 

La citta' degli esclusi Signor Sindaco, oltre alle 
parole di solidarietà' rivendica diritti negati, chiede 
atti concreti: prima che anche a Roma, un tempo " 
citta' aperta, difrenze e distanze divengano muri e 
barriere. 

Ed e' per tutto questo che Senza Confine orga- 
nizza un autobus per la manifestazione nazionale " 
a 500 anni dalla Conquista, contro ogni razzismo" 
a Genova domenica 1 1 ottobre, con partenza sa- 
bato notte alle 24.00 e ritorno domenica sera alle 
21.00. Il prezzo del biglietto e' di L.40.000 per gli 
italiani, L.30.000 per gli immigrati. E' necessario 
prenotarsi al 4464291 2, fax 4464285. 

SENZACONFINE. 


34 File: MI21006.TXT 


3 ANNI DI LOTTE 

3 anni di blocchi stradali, presidi e mobilitazioni. 

3 anni di fronteggiamento tra il Centro Sociale 
Leoncavallo 

e I sempre latitanti Proprietà e Comune. 

L'alleanza Proprietà-Comune, coperta 
dall'intervento armato delle forze dell'ordine, aveva 
gestito politicamente lo sgombero e operato mate- 
rialmente l'abbattimento del Centro Sociale 
Leoncavallo il 1 6 agosto 1 989. 

Per tutto questo tempo le macerie di quello 
sgombero sono state strumentalmente abbando- 
nate all'Interno dell'area, per poter addossare al 
Centro Sociale e ai suoi occupanti la responsabilità 
del disagio provocato ai cittadini. 

Ora questi signori, i padroni della citta', tornano 
con le ruspe a riprendersi i cocci! 

LA NOSTRA LOTTA CONTINUA 

L'area occupata dal Centro Sociale Leoncavallo è 
storicamente acquisita come spazio sociale auto- 
gestito. 

RIBADIAMO L'USO SOCIALE E AUTOGESTITO 
DI TUTTA L'AREA! 

Questo è il nostro primo diritto, e sia chiaro che i 
padroni della città (i signori del cemento, delle 
speculazioni e delle tangenti) ed i loro servi 
(pubblici amministratori conniventi e corrotti) con- 
tinueranno a trovarci sui tetti del Centro Sociale, 
pronti a difenderlo, e nelle strade e nelle piazze di 
tutta la città. 

Contro imprenditori e pubblica amministrazione, 
responsabili della devastazione urbanistica e so- 
ciale di tutta l'area metropolitana, difendendo 
l'occupazione del Centro Sociale Leoncavallo vo- 
gliamo riaffermare il diritto a spazi di socialità' e 
autogestione al di fuori e contro qualsiasi interesse 
economico e di potere. 

Ribadiamo il diritto di tutti i cittadini, i lavoratori ed i 
proletari ad una casa dignitosa ad affitti accessibili 
e il diritto a servizi sociali gratuiti e garantiti. 

CONTRO I PADRONI DELLA CITTA', CONTRO IL 
TAGLIO DEI POSTI DI LAVORO, DEGLI 
STIPENDI E DEI SERVIZI SOCIALI!!! 

PER IL DIRITTO ALL'AUTOGESTIONE E 
ALL'AUTORGANIZZAZIONE! 

F.i.P. 6/10/92 - Milano 

Centro Sociale Leoncavallo 


17 





35 File: SE071092.TXT 


CAUSA C.S.A. SINTESI SOCIALE 

Prosegue il processo intentato 

daH'Amministrazione Seregnese nei confronti del 
Centro Sociale; durante la scorsa udienza il 
Giudice ha stabilito che il 13 Gennaio 1993 verrà' 
emessa la sentenza finale, presumibilmente di 
sgombero. 

Nel corso delle ultime assemblee gli occupanti del 
Centro hanno comunque ribadito la ferma volontà' 
di difendere il diritto ad uno spazio autogestito, 
anche di fronte ad un'eventuale sentenza di 
sgombero.Stiamo programmando nel frattempo 
una serie di iniziative per indurre l'Amministrazione 
al ritiro della causa. 

/ compagni del C.S.A. SINTESI SOCIALE 


36 File: VIRILIO.DOC 


Quella che segue è la condensazione di un testo di 
Paul Virilio che ritengo piena di spunti di riflessione 
da socializzare ed intende essere sia un contributo 
al dibattito che un invito alla lettura. 

Anonimo 


CONTORSIONI DELLO SPAZIO : il "qui" e 
I'" altrove". 

Dove inizia la citta'?"Probabilamente negli 
animi, in quell'aNSIA PASseggiera che afferra co- 
loro i quali ritornano da un lungo periodo di ferie, 
dinanzi alla prospettiva di trovare posta non gra- 
dita, di fronte al rischio di una vera e propria effra- 
zione, di un furto alla loro proprietà'. 

Forse anche, al contrario, nel desiderio di 
scappar via, di 

sfuggire per un attimo ad un accerchiamento tec- 
nico opprimente, per ritrovarsi, per riprendersi: ma 
anche in questo caso, se l'evasione nello spazio e' 
spesso possibile, quella nel tempo non lo e' più'." 

La citta' e il mondo hanno subito l'urto di 
nuove tecnologie (la rivoluzione dei trasporti, io 
sviluppo dei mezzi di comunicazione e telecomu- 
nicazione); "Ormai piu' nessuno può' ritenersi iso- 
lato da un ostacolo fisico o da distanze di tempo 
troppo lunghe; grazie all'interfaccia dei monitor e 
degli schermi di controllo, l'altrove comincia qui e 
viceversa". "Grazie ai satelliti, la finestra catodica 


apporta ad ognuno, con la luce del nuovo giorno, 
la presenza degli antipodi. Se lo spazio e' ciò' che 
impedisce che ogni cosa sia nello stesso posto, 
questo brusco confinamento riconduce tutto in 
questo posto, in questa ubicazione senza ubica- 
zione, e l'esaurirsi del rilievo naturale e delle di- 
stanze di tempo entra in conflitto con ogni colaliz- 
zazione, con ogni posizione. Come gli avvenimenti 
trasmessi in diretta, i luoghi diventano interscam- 
biabili a volontà 1 ." 

In questo modo si "definisce l'immagine di un 
mondo senza antipodi, senza facce nascoste in cui 
i'opacita' non e' piu' che un interludio momenta- 
neo." 

"Al tamburo delle porte succede quello 
delle banche dati, quello dei riti di passaggio di una 
nuova cultura tecnica che avanza mascherata dall' 
immaterialita' delle sue componenti, delle sue reti, 
viarie ed altre, le cui trame non si iscrivono piu' 
nello spazio di un tessuto costruito, ma entro le 
sequenze di una impercettibile pianificazione del 
tempo, dove l'interfaccia uomo/macchina succede 
alle facciate degli edifici." "La forma URBANA non 
e' piu' resa manifesta da una qualsiasi linea di de- 
marcazione, da una divisione tra qui e altrove ma 
e' diventata programmazione di un uso del tempo." 
"Al tempo che passa della cronologia e della storia 
succede ora un tempo che si espone istantanea- 
mente. Sullo schermo del terminale , la durata di- 
viene "supporto-superfice" di iscrizione, letterale- 
mente o meglio, cinematicamente: il tempo pro- 
duce superfice." 

"Si dimentica con troppa facilita' che, ancor prima 
di costruire un insieme di tecniche atte a fornirci 
ripara dalle intemperie, l'architettura e' uno stru- 
mento di misurazione, una somma di saperi in 
grado di organizzare il tempo e lo spazio della so- 
cietà' consentendoci di misurarci con l'ambiente 
naturale." "Accanto alle tecniche di costruzione, 
esiste una costruzione delle tecniche, l'insieme 
delle mutazioni spaziali e temporali che continua- 
mente riorganizza insieme con la quotidianità' an- 
che le rappresentazioni estetiche del territorio 
contemporaneo. Lo spazio costruito non e' tale 
solo per l'effetto materiale concreto delle strutture 
edificate o per la permanenza degli elementi e dei 
riferimenti architettonici o urbanistici ma anche per 
l'improvvisa proliferazione, per l'incessante incre- 
mento di effetti speciali che seguono, con co- 
scienza del tempo e delle distanze la percezione 
dell'ambiente." "Sono qui a confronto due procedi- 
menti: uno, materiale, costituito da elementi fisici, 
muri, soglie e piani esattamenti situati; l'altro im- 
materiale, le cui rappresentazioni, le cui immagini, i 
cui messaggi, non possiedono alcuna localizza- 
zione, alcuna stabilita' poiché' sono vettori di una 


18 





espressione momentanea, istantanea, con tutte le 
conseguenze che ciò' comporta in termini di ma- 
nipolazione del senso e di interpretazione sba- 
gliate." 

"Se oggi una crisi è in atto, essa è innanzi 
tutto crisi di referenze (ertiche, estetiche), incapa- 
cità di misurare avvenimenti in un ambiente in cui 
le apparenze sono contro di noi. Aumentando lo 
sviluppo tra informazione diretta ed informazione 
indiretta, frutto dello sviluppo dei vari mezzi di co- 
municazione, tendenti a privilegiare sconsiderata- 
mente l'informazione mediatizzata a detrimento di 
quella sensoriale, l'effetto di realtà soppianta, a 
quanto sembra, la realtà immediata". "La questione 
che qui si apre non riguarda tanto la crisi della 
modernità come progressivo declino degli ideali 
comuni, protofondazione del senso della storia a 
beneficio di racconti più o meno ristretti, legati allo 
sviluppo autonomo degli individui, quanto piuttosto 
la crisi del racconto stesso, e cioè di un discorso o 
modo di rappresentazione ufficiale ereditato dal 
Rinascimento e legato finora alla capacità, uni- 
versalmente riconosciuta di dire, descrivere ed in- 
scrivere il reale." 

"La crisi della nozione di dimensione ap- 
pare, dunque, come crisi dell'intero, o, in altre pa- 
role, come crisi di uno spazio sostanziale, omo- 
geneo, ereditato dalla geometria greca arcaica a 
vantaggio di uno spazio accidentale, eterogeneo, 
in cui le parti, le frazioni, tornano ad essere essen- 
ziali, atomizzazione, disintegrazione delle figure, 
dei punti di riferimento visibili che favoriscono tutte 
le trasmigrazioni, tutte le trasfigurazioni, ma a 
danno della topografia urbana, così come è ac- 
caduto per i paesaggi e per il suolo in seguito alla 
meccanizzazione del lavoro agricolo." 

"Se l'aviazione, che fa la sua comparsa 
come è bene ricordare, nello stesso anno della 
cinematografia, ha introdotto un processo di revi- 
sione del punto di vista, una mutazione radicale 
della percezione del mondo, le tecniche infografi- 
che comporteranno, a loro volta, un riaggiusta- 
mento del reale e delle sue rappresentazioni." 

Ubero montaggio da: P. VIRILIO - Lo spazio 
critico 


37 File : RKCTRANS.DOC 


RISOLUZIONE STRATEGICA N.2 

La prima puntata di Transmaniacon verrà lanciata 
nell'infosfera non oltre il 25 ottobre, lo studio verrà 
trasformato - con luci colorate, oggetti inquietanti e 
con la stessa presenza dei performers - in un am- 
biente "cangiante" attraversato da molteplici se- 
gnali, flussi informativi e dal moto ondivago dei 
corpi, dal loro scontrarsi e reciproco riconoscersi. 
Tutto lo happening verrà filmato e le immagini 
verranno montate ad altri materiali; in tal modo 
confezioneremo puntate pseudotelevisive di 
Transmaniacon, da proiettare e utilizzare nelle di- 
verse serate transmaniacali che accompagneranno 
lo svolgersi del ciclo. Nell'ambiente fisico e sonoro 

- "la caverna dell'antimateria", dall'omonima in- 
stallazione del protosituazionista G. Pinot— Gallizio 

- solcato da molteplici suoni e rumori, testi e mu- 
siche, disturbi e gargarismi, verranno prodotti: 

a. EVENTI UNICI E IRRIPETIBILI, un unico e fra- 
stornante assemblaggio di sonorità estreme: lette- 
ratura infantile, improvvisazioni di techno-noise- 
music, soundtracks di films porno, dialoghi rubati a 
films o ad altre trasmissioni e successivamente 
campionati e "blobbati", interviste rimontate in 
modo che domande e risposte si s-terminino a 
vicenda, musica sacra, menzogne, telefonate; 

b. EVENTI-RUBRICA, da ripetere ad ogni 
puntata: 

bl . intervista psicogeografica, una compo- 
sizione di rumori urbani registrati e di testimo- 
nianze in diretta che registrino gli sbalzi d'umore e 
gli shocks psicopercettivi provati da un soggetto 
durante l'attraversamento di diverse zone della 
città. 

Lo scopo che ci prefiggiamo è di rilevare - lontani 
anni-luce dagli specialismi e accademismi della 
sociologia e della psicologia sociale di regime - 
come l'organizzazione capitalistica dello spazio 
urbano sia funzionale alla riproduzione di discordia 
e insofferenza, di razzismi, di alienazione e com- 
pleto oblio del proprio corpo; per far questo basta 
la rete dei telefoni pubblici, un walkman e scarpe di 
gomma; 

b2. servizi giornalistici e appuntamenti 
della settimana, con una gestione che abbatta ogni 
residua barriera tra vero e falso, per dimostrare la 
totale indecidibilità dei due termini nella società del 
Nuovo Ordine (multi) Mediale; e non solo: un uso 
sovversivo e transmaniaco del "falso" - eventi che 
non si stanno svolgendo, appuntamenti con nes- 
suno - per produrre reazioni incontrollate e ra- 
schiare la patina di noia che avvolge il quotidiano ( 


19 




vedi la contestazione ai bestiai Market deN'inverno 
scorso); in questo contesto si colloca anche la 
"Notizia della settimana", il cui sporadico riemer- 
gere nelle pieghe della trasmissione assicurerà il 
mantenimento di un filo logico, peraltro contorto ed 
improbabile; 

b3. L'angolo del micologo, ovvero Guida 
alla raccolta di funghi in aita montagna, per 
l 'autogestione degli stati alterati di coscienza, con- 
tro il proibizionismo e contro 
queH'"antiproibizionismo" che, intendendo occu- 
parsi solamente dei problemi di ordine pubblico e 
controllo sociale, pone la "liberalizzazione" sotto la 
tutela del monopolio di stato e delle multinazionali 
farmaceutiche; Assieme al micologo riscopriremo 
un rapporto corretto e non-spettacolare con 
l'ambiente naturale, il contrario esatto del Trekking, 
pratica basata sulla completa ignoranza degli eco- 
sistemi che attraversa; 

b4. L'ospite inatteso ( e indesiderato), il cui 
ingresso a metà puntata nella caverna porta a ri- 
mettere radicalmente in discussione gli equilbri 
emotivi consolidatisi nel frattempo; 

b5. DSE ( Dipartimento Scuola 
Educazione), un quarto d'ora a puntata - magari 
non 15 minuti di fila, ma uno sviluppo frammenta- 
rio, siparietti improvvisi - sul tema: 

TECNICA DEL COLPO DI STATO, basandosi 
suH'omonimo libri di Luttwak; 

b6. La favola senza finale; 

STRATEGIE DI PROMOZIONE 

( dal contributo n.O alla risoluzione strategica n.1, 
by Flip) 

"Ipotizzare una scultura-Transmaniacon-uomo- 
astronave, fatta di scarti e rifiuti, collocarla 
all'università o altri luoghi da definire. Es. ia testa è 
un televisore, ia bocca.. .le tette. ..il cazzo. ..il culo... 
La scultura come mezzo promozionale per la tra- 
smissione.. .e elemento visivo forte per la giornata 
multimediale. ..molto interessante da sviluppare 
aH'interno del progetto film. I provocatori profes- 
sionisti trasformano in veleno tutto ciò che man- 
giano." 

Ad ogni puntata corrispenderà una o più locandine 
che dicano ma non dicano un cazzo. 

A tutta la serie dovrebbe corrispondere un manife- 
sto con cui ricoprire i muri di tutta la città. 

Uno spot allucinante ripeterà il richiamo tutti i giorni 
su RKC. 

Seguirà una risoluzione sul progetto di serata mul- 
timediale in università. 

Collettivo Transmaniacon, 8/10/1992 


38 File : KALENDAR.TXT 


CENTRO SOCIALE LEONCAVALLO 

PROGRAMMAZIONE MUSICALE 


venerdì' 16 ottobre 

HAONTED HENSCHEL (Kassel Germania) 

sabato 1 7 ottobre 

YOUTH BRIGADE (Usa) 

sabato 24 ottobre 
LETHAL GOSPEL (Usa) 

FALL OUT (La Spezia) 

venerdì' 30 ottobre 

REPUBLIC DREAD KNOT HIFI (raggahiphop - 
UK) 

sabato 31 ottobre 
AGENT '86 (Usa) 

PUNISHMENT PARK 

Venerdì' 6 novembre 

BACKSLIDERS (Clermond Ferrand - Fr.) 

sabato 7 novembre 

NICOTINE SPYRAL SURFERS 
AMANITA'S QUASAR 

venerdì' 13 novembre 

FUNKY NIGHT suonano i GROOVE 
FOUNDATION 

sabato 1 4 novembre 

B.A.P. (San Sebastian, Euskadi) 

sabato 21 novembre 

LATIN SOUND PERÙ' 

Venerdì' 27 novembre 

SALE DEFAITE 

sabato 28 novembre 

ALDINE KELLY & THE COSMOFUNK 
MOTHERFUNKERS 

Venerdì' 4 dicembre 

KILL THETHRILLS 

Sabato 5 dicembre 

RAYMONDE ET LES BLANC BECS (Parigi) 

Sabato 19 dicembre 
RESISTENZA (Roma) 

PUNKREAS 


20 




39 


File : GE921004.ZIP 


39.2 File : JUSTICEE.ASC 


39.0 File : CONTENT.DOC 


content 4.10.92: 


ANTIIMPE ASC 

arrests in Denmark 

JUSTICEE ASC 

prisoners justice day 

PRIVTGBE ASC 

privatisation of prisons 

PRISONFE ASC 

prisons in France 

REUNIFIE ASC 

demonstrations against 
reunification 

39.1 File : 

: ANTIIMPE.ASC 


date: 920930 

from: angehòrigeninfo@int.breakout@spinB 

to: internat. 

subj.: imprisonment of anti-imperialists 


IMPRISONMENT OF ANTI-IMPERIALISTS IN 
DENMARK 

On Aug. 14 1992 two comrades of thè anti- 
imperialist resistance have been arrested in 
Kopenhagen. They are accused of three bank 
robberies. The comrades are Christian Zwettler, 
from Bonn/Germany and living in Kopenhagen, 
and thè Danish Stefan Klinthoj. 

Since their imprisonment they are in total isolation, 
which means, they are locked up in their cells 
alone for 231/2 hours each day and have half an 
hour to walk alone in thè prison yard, so that they 
don't hear or see anybody but they screws. 
Christan suffers an absolute prohibition of visits, 
until now only his brother was allowed half an hour 
of visiting him. Stefan can only be visited by his 
parents. An excessive censorship of letters is 
taking place. 

At thè same time there is an unbelievable virulent 
smear campaign in thè danish media, in which they 
are personally defamed. Both are demanding to 
come together. 

Their address: 

Christian Zwettler Stefan Klinthoj 

Vestre Faengsel 

AFD.C. 

Politigarden 

Kopenhagen - Vesterbro 


date : 920930 

from : abc london@spinB 

to : 

subj.: prisoners justice day 


PRISONERS JUSTICE DAY 

Every August lOth since 1976, prisoners in 
Canada and more recently other countries 
remember those who have died unnatural deaths 
in prison and act in solidarity with work stoppages 
and fastings. Meanwhile prisoners supporters and 
community groups hold demos. This has been 
gaining momentum in Canada in thè past few 
years. The Prisoner Justice Day Committee in 
Ontario now produce a radio programme on that 
day which is received by some prisoners. They 
have said that this year, besides commemorating 
those who have been kiiled or committed suicide 
and raising issues about tortures, abuses and lack 
of rights, they would like to see August lOth as a 
day of "renewed solidarity" between prisoners. 
Since thè 1970's there has been a decline in thè 
solidarity between prisoners, both in Canada and 
elsewhere. Prison Authorities have been working to 
exploit and widen divisions between prisoners as a 
means of greater control. The Committee would 
like to see thè Prisoners Justice Day grow into 
something international which would encourage 
solidarity between prisoners and supporters/the 
community outside, whilst working towards prison 
abolition. 

At thè ABC (Anarchist Black Cross) Network 
Conference in May 92, thè ABC Britain decided to 
support thè Prisoners Justice day this year and to 
encourage other prisoner support groups and 
prisoners to commemorate it. 

Prisoners Justice Day Committee (Toronto): A 
Space, 183 Bathurst St., Ste.301, Toronto, Ontario 
M5W 2R7, Canada 


AND THIS IS WHAT HAPPENED IN 
LONDON/ENGLAND: 

On August lOth, London ABC held a demo in 
Brixton, South London, in solidarity with Prisoners 
Justice Day, in commemoration of prisoners who 
have died, been murdered, committed suicide 
inside prisons. The people handed out leaflets in 
Brixton, a working class area and then went to 


21 




Brixton Prison, which has a bad record for 
suicides/bad conditions. Here they held a demo 
and shouted to prisoners, told jokes, sang and 
chanted. The response from thè prisoners was 
good, also from people in thè Brixton area. 
Although they were only 23 people it was a 
success and they want to build thè idea to have a 
stronger demo on August lOth next year. 


39.3 File : PRISONFE.ASC 


date: 920930 

from: int.breakout@spinB 

to: eur. 

subj.: prisons in France 


ALL HELL BREAKS LOSE IN FRENCH 
PRISONS 

In thè french prisons there is growing unrest. 
Massive parts of thè screws and other employees 
in thè prisons are on strike against their "bad 
working conditions". And thè prisoners use thè 
favorableness of thè hour and fight back, against 
THEIR bad living conditions. 

It started when on Sept.9th 92 a breakout in thè 
prison Clairvaux happened where 8 prisoners freed 
themselves. A shooting occured between thè 
jailbreakers and thè prison guards which one 
prisoner and one guard didn't survive. Two other 
guards wre wounded. 

As a result thè employees of 137 of thè total 182 
prisons in France laid down thè work. They 
demand better working conditions - that means 
harder security measures against thè prisoners. In 
addition their "fight" is at thè expense of thè 
prisoners: The screws refuse to give them food, 
being out in thè prison yard and visits, even of 
lawyers. The government is using soldiers as 
strike-breakers who should ensure at least thè 
material fundamental providing. But thè prisoners 
didn't stand for that situation. In thè following days 
in many prisons there were drumming concerts on 
thè grilles on thè Windows, there were fires in thè 
cells, roof squattings. In four prisons there were 
uprisings that had to be put down by riot police. 
Many prisoners that thè state suspects to be 
"subversive" etc. were put in isolation stations, 
among them also prisoners of thè Action Directe. 


Shortly before there was a prison uprising in thè 
prison Moulins-lsere in centrai France. 180 
prisoners occupied big parts of thè prison, 
devastated parts of it and took 21 hostages. On 
Wednesday they were overcome by riot police. 
(Also in Spain there was a taking of hostages that 
unfortunately didn't succeed. 

At thè date of writing down it is not clear if and in 
how far thè strike of thè screws and thè actions of 
thè prisoners are going on. The last news were 
that thè screws partly gave up and thè massive 
pressure of thè government (degradations, cutting 
of wages). 

The whole situation shows, how thè prison System 
meets with imanent limits under thè conditions of a 
(not only economical) crises and thè annoyance 
rises even among thè officers of thè state and they 
break laws (prohibition of strikes) - even if this 
tooks absolute reaktionary forms. The prison 
System in its current form is obviously too 
expensive for thè state; it gets obvious that it 
cannot get under control thè consequences 
inevitably produced by thè patriarchal/capitalistic 
form of society - that many people have to break 
laws just to survive - and thè individuai and 
collictive resistance in thè prisons. (Is thè prison 
System is only one part of thè whole crises that 
undermines thè current type of running society.) 

We hope that many prisoners more take 
advantage of thè vacuum of power in situations like 
this strike and fight for their ideas and interests, to 
bury thè prison System together with thè ruins of 
thè whole patriarchal/capitalistic System. 


39.4 File : PRIVTGBE.ASC 


date: 920930 

from: abc iondon@spinB 

to: eur. 

subj.: privatisiation of prisons 


P RIVATISATION OF PRISONS IN BRITAIN 

The Prison Department, thè part of thè government 
that runs prisons, has announced that any new 
prison build in Britain, will be built and then "put out 
to tender", that means private companies will run 
them, obviously for profit, which will mean 
increased exploitation of prisoners etc. There is a 
private prison called "Wolds Prison", in 
Humberside, run by "Group 4 Security". There 


22 



have been 3 riots/disturbances/demos there sirice 
it was opened late iast year. Clearly prisoners there 
realise what private prisons mean and are 
prepared to resist. It has been announced that 
Strangeway Prison in Manchester, destroyed in 
1990 by a prisoners' uprising, is next for 
privatisation. 

Both thè prisoners and thè prisoners support 
groups in Britain are prepared to stop this 
development are discussing ways and means, so 
watch this space for further news. To thè prisoners 
in Wolds Prison: Good work guys, keep on 
fighting!!! 


39.5 File : REUNIFIE.ASC 


entry : 

date : 921004 

from : spidernet berlin 

to : int 

subject : demonstrations against reunification 


OCTOBER 3RD - TWO YEARS OF 
REUNIFICATION IN GERMANY 

In Schwerin in thè North of thè former GDR thè 
ruling class celebrated themselves and thè 
German reunification which they had prescribed 
two years ago. 

But in Schwerin and some other cities protest 
against these celebrations, against thè miserable 
economie situation in East Germany and thè 
growing racism and fascism took piace. In 
Frankfurt a.M., Niimberg, Berlin and other cities 
demonstrations took place, organized by an 
alliance of bourgeois parties and organisations like 
unions, thè Jusos ( youth organisation of thè 
social-democrates) and thè Green Party. 
Autonomist people took part at thè demonstrations, 
too and sometimes managed to put a different light 
on thè protest. 

In berlin there were at least 40 arrestments during 
thè demonstration. in thè evening a riot in 
Kreuzberg started. 

In Schwerin thè cops encircled 80 protestors to 
arrest all of them. But during thè day thè politicians 
who were creeping around were received with 
booings, eggs ( against cancellor Kohl ) and 
fireworks ( against thè minìster of work, Blùm ). 

On thè other hand 600 organized fascists had a 
march in Dresden. Protected by thè cops they 
shouted their demagogie siogans. 


40 File : GE920920.ZIP 


40.1 File : IRHANRAE.ASC 


spìnnennetz berlin 
date : 920918 

from : n.ireland <- solidarity group 
to : 

subj.: g. hanratty ■- situation in cumlin road 
prison 


A LETTER FROM GERRY HANRATTY, now in 
Cumlin Road Jail, about thè forced being 
together with fascist loyalists 

Upon entering thè reception area of thè Cumlin 
Road Jail it was obvious that a change of regime 
psychology had been implemented. 

The attitude of priosn guards seemed to smack of 
people who did not wish to become directly 
embroiled in thè politicai conflict between thè 
"Northern Ireland Office" (NIO) and thè Irish 
Republican Prisoners Of War on remand. 

This present jail struggle has two main fronts from 
thè perspective of thè NIO to hold onto thè Iast 
vista of thè "criminalisation policy" directed towards 
thè militant Republican community in generai and 
secondly from politicai fear and paranoia of yet 
another mass jail escape. 

From thè Republican prisoners perspect it is furtile 
of thè British to think that Irish Politicai prisoners 
can be criminalised or integrated with Loyalist 
counter revolutionaries. It would be just as futile to 
expect thè people in Hafenstra+t©+e to integrate 
with fascists (and we here make strong likeness 
between Loyalist killer gangs in or out of jail and 
thè bands of fascists in Germany). Although these 
members of different Loyalist squads in jail are 
projected on to thè stage of politicai conflict, they 
ultimately do not play in thè overall scheme of NIO 
politics. 

The NIO recognise these Loyalist killer gangs for 
what they are ■- thugs and criminals, but they are 
used as a tool inside jails to create "sectarian 
conflict" which falls into line with generai British 
policy outside in relation to thè liberation struggle. 
Attempted forced integration of politicai prisoners 
and Loyalist fascists obviously will create high 
tension which spills over into severe violence and it 
is that which thè prison guards find themselves 
caught up into. 


23 




The stakes are obviously too high when thè prison 
regime has had to switch to a less aggravation 
psychology. That being an over view of thè poiitics 
when I entered thè jail, I move on to thè reaiity of 
conditions. After a short period in thè clearing 
house calied thè "assessment unit" wre most 
prisoners, politicai or otherwise, are subjected to 
sharp short shock treatment of 24h lockup and 
regimental regime, I was moved to a paramilitary 
wing of thè jail, A Wing. 

In this wing house (as in B Wing also) are Irish 
Republican Prisoners and Loyalist fascists. 
Althought he British government and thè NIO view 
these wings as mixed wings, thè reaiity is that they 
are finding it impossible to "mix" Republicans and 
Loyalists. Therefore an erased System of 
seperation is in Koperation, all movement in thè 
wing is controlled, as movement outside thè wing is 
controlled. 

Republicans use thè three canteens and one yard 
at seperate times from Loyalists. Republicans 
clean their cells, wash, shower, collect food and 
use toilets on thè wing at seperate times from 
Loyalists. Going to legai visits or court is operated 
with a System whereby Republicans and Loyalists 
rarely meet, visits with loved ones, comrades and 
friends are held in a fully segrageted visiting area, 
senior guards recognise thè politicai motivation of 
Republicans and are prepared to work with them 
with reference to talking out day to day difficulties 
and problems. 

Setting thè Republican policy position in thè jail 
and negotiating for better conditions. The moral of 
Republicans is excellent and thè determination is 
clearly felt among all thè Republcan men that thè 
fantasy dream of British attempts to force 
integration will be fully resisted at each step, 
Although there is effectively segregation in thè jail 
thè situation remains highly volotile and could 
easily explode into physical conflict with Loyalist 
fascists at anytime. In thè last number of years 
Republicans have been seriously assaulted by 
guards and Loyalists and if a "chance" meeting by 
Republicans and Loyalists at court occurs it will 
surely end in violence. 

Two days after I arrived here two Loyalists 
gathered access to a Ione Republican in his celi 
after they "conned" a guard into handing his keys 
over. The Republican was beaten up, scalded and 
had his left ear bitten off (which shows thw animai 
mentality of Loyalists). The conditions that 
Republicans must eat in thè canteen are 


intolerable because Loyalists refuse or are 
incapable of cleaning up after themselves. 

Therefore we meet wall to wall mess and disorder 
when we use thè canteen after thè Loyalists. In 
generai thè same appiies to thè showers and thè 
toilets in thè wing. The moral among thè 
Republicans is 100% and being among 90 politicai 
prisoners on this wing it feels like l'm at home. 

Greetings go from here to all German people who 
extend thè hand of friendship and solidarity. My 
time spent in German jails was an experience I 
have been talking in detail about it to thè men here 
and will continue to do so. Stay safe all of you and 
continue with thè Ireland work. 

SLAN AGUS MACHS GUT 

Gerry Hanratty, Cumlin Road, 25/8/92 


40.2 

File : HOHENSCE.ASC 

date 

: 20.09.92 

from 

: spinB 

to 

: REG 


subject : ASYLUM BERLIN 


HOW SKINHEADS AND BUREAUCRATS 
COMPLEMENT ONE ANOTHER: 

BERLIN'S CENTRE FOR ASYLUM SEEKERS TO 
HOHENSCHÓNHAUSEN? 

The senate for internai affairs wants to transfer thè 
"Main Registration Centre for Asylum Seekers", 
short ZAST (= Zentrale Anlaufstelle), and thè office 
for thè distribution of asylum seekers to thè eastern 
municipal district Hohenschònhausen. 

in Rostock thè blatant inactivity of thè asylum 
offices, which forced newly arriving refugees to 
camp outside thè hostel in Lichtenhagen, triggered 
thè pogroms. In Berlin thè authorities seem to be 
actively intervening to bring thè pogroms about. 
They take thè line: If thè thugs do not dare to come 
into thè inner city, let's move our offices out to 
them! 

In thè immediate vicinity of thè planned ZAST 
neofascists meet in thè "Storchennest". In 
Hohenschònhausen, as in some other districts, 
they are organized into thè "Nationale Front". In 


24 



neighbouring Marzahn in Aprii Nguyen Van Tu was 
stabbed to death in thè middle of thè Street without 
anybody intervening. 

The registration centre is due to be set up on a 
former STASI site, which even Ulrich von Chamier, 
head of thè Foreigners' and Immigrants' Office 
(Auslànderbehòrde), admits to be "thè worst kind 
of makeshift". Supposedly for onlyseven months, It 
seems that in view of thè intolerable conditions on 
thè site not even thè senator of thè interior was 
bold enough to suggest its permanent use: There 
are no sanitary facilities and no escape routes; 
using it would violate any fire regulations 
whatsoever. 

"The authorities know that it ... violates current 
regulations" - consider that this is thè quotation of 
a spokeswoman of thè Police Union (!). But thè 
Foreigners' and Immigrants' Office does not even 
intend to set up a functioning administration: A 
waiting-room, for instance, "only turns into a 
magnet and becomes a spot of bother", as Ulrich 
von Chamier remarked while he probably thought: 
"Besides, a long queue of people waiting in thè 
cold better illustrates thè glut of foreigners...". 

The preferable foreigners from rich industriai 
nations will stili be 'served' in thè western pari of 
Berlin. Yet for those, who are defamed as 
"Asylanten", thè administration quietly turns 
handing in thè application for asylum into running 
thè gauntlet: 

The good traffic link which Heu/3en, thè 
spokesperson of thè senate, talks about, means in 
effect: refugees will have to change severa! times 
and walk a long way through an area, in which they 
will have to fear racist attacks. It will take them 
approximately 1 ,5 hours from thè city centre to get 
to thè planned ZAST - if they dare go and find their 
way to it. 

It is said that thè route to thè registration centre 
shall be 'protected' by more security personel. But 
thè way in which thè special police "BGS" have 
been 'protecting' thè ZAST in Eisenhuttenstadt for 
several weeks shows that thè well-being of thè 
refugees is of little concern to them: The refugees 
are prevented from getting access and thus from 
applying for asylum. By now thè barbed wire 
entanglement around thè camp brings back ugly 
memories. Yet thè special police unit "BGS" is 
apparently unable to prevent thè attacks by 
neofascists. And thè Berlin police force is thought 
to escori refugees without valid documents all 
across thè city to obtain just these? 

The intolerable conditions in Moabit are referred to 
as thè reason for thè transfer. But in Friedrich— 


Krause-Ufer in Moabit 1300 immigrants, who are 
not asylum seekers, will stili be queueing to fulfill 
thè repressive conditions of thè Laws for 
Foreigners and Immigrants ('Auslàndergesetze'). 

The seemingly neutral, arbitrary administrative 
decisions only make sense as supportive 
measures of a racist campaign called "debate on 
asylum". The ’problem of asylum' is self-made. 
Self- made because a debate of thè reai problems 
would result in some reactionary politicìans losing 
their power. The queues in front of thè Foreigners' 
and Immigrants' Office are made. Made to provide 
thè media with suìtable pictures to create an 
atmosphere of pogroms in order to frighten thè 
refugees off. 

- DOWN WITH THE RACIST DEBATE ON 
ASYLUM 

- FOR A HUMANE RECEPTION OF REFUGEES 
AND IMMIGRANTS 

Aktionsbùndnis gegen Abschiebungen / 
Antirassistische Initiative 


40.3 File : IRELAND.ASC 


from: European Counter Network (London), 121 
Railton Road, London SE24. 

14 August 1992 

12 young people between thè ages of 17 and 21 
have now spent a year in thè notorious Crumlin 
Road Jail in Belfast. They are awaiting trial on thè 
basis of ’confessions' extracted during brutal 
interrogation in Castlereagh Detention Centre. Five 
of thè youths come from thè Beechmount area of 
Belfast, where their families have started a 
campaign for their release. 

FREE THE BEECHMOUNT FIVE 

The following is a letter from thè mothers of thè 
Beechmount five: 

"On thè 1 st May 1991, RUC Sergeant Stephen 
Gillespie, was killed as a result of an IRA gun and 
racket attack in thè Beechmount area of Belfast. 
Since then, a number of youths have been 
arrested, and taken to Castlereagh interrogation 
centre, where they were systematically physically 
and mentally tortured and forced to sign 
confessions that they were involved in this incident. 


25 



Five youths Liam Coogan (18), Mark Prior (19), Jim 
McCabe (19), Kevin Mulholland (17), Laurence 
Hillick (17), are facing charges of murder, and have 
spent over a year on remand in Crumlin Road 
Prison awaiting trial. All five youths suffered both 
physical and mental torture, and forced to sign 
statements that they had done look-out at thè time 
of thè attack on Wednesday thè 1 st May 1 991 . 

We thè families of these five West belfast 
teenagers have launched a campaign to protest 
thè innocence of our sons. The five youths and 
their families are strenuously contesting thè 
charges against them and demand that all charges 
against them be dropped and for them to be 
released immediately. 

The Beechmount five are all innocent. Don't let 
them end-up like thè Birmingham Six or thè 
guildford Four. Support thè campaign to have them 
released NOW." 

At thè time of thè attack, all five youths were at 
work or with their families, and have witnesses to 
this fact. For further information about thè 
Campaign to Free thè Beechmount Five, write to: 
Mrs Margaret Hillick, 3 Shaws Park, Belfast, or 
phone Bridget Coogan (0232) 248957. 


40.4 File : CONTENTS.ASC 


date : 20.09.92 
from : spinB 
to : ecn italy 

just a few minutes ago we had a first (electronical) 
contact to ecn-london and we forward their first 
text (IRELAND.ASC) in our package. 

hope to hear from you - spinB 


<& j; 

I 

l t y 'é n 

MILANO 



F.i.P MI Leoncavailo 22 - 12/10/92